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29 maggio 2009
Prosegue la crisi umanitaria nel nord-ovest del Pakistan e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha esteso la sua assistenza anche agli sfollati che vivono al di fuori dei campi insieme alla popolazione locale e che sono la grande maggioranza.
In collaborazione con l’agenzia UN-HABITAT (Programma delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Umani), l’UNHCR sta provvedendo a dare alloggi ad alcune delle famiglie più vulnerabili nei distretti di Mardan e Swabi, nella Provincia di Frontiera del Nord Ovest (NWFP). La distribuzione è iniziata questa settimana con una prima fornitura di 5.000 tende per le famiglie più vulnerabili identificate dalla UN-HABITAT nei due distretti. Il reddito di molte famiglie locali è raddoppiato o anche triplicato grazie al fatto che danno alloggio agli sfollati. Le tende possono essere montate sui terreni intorno alle case per alleviare le condizioni di sovraffollamento. Intanto la UN-HABITAT sta anche distribuendo kit per l’igiene e latrine nelle case, si sta occupando di piccole riparazioni ai rifugi e ai muri di confine, e sta provvedendo alle riparazioni d’emergenza alle infrastrutture comuni, come pompe per l’acqua e servizi igienici nelle moschee locali.
Nei centri umanitari dei distretti di Mardan e Swabi, attraverso l’organizzazione non governativa Sarhad Rural Support Programme (SRSP), l’UNHCR sta anche distribuendo ulteriori aiuti d’emergenza, come materassini di plastica, secchi, taniche e set da cucina agli sfollati alloggiati presso famiglie locali. Allo stesso tempo le persone stanno ricevendo razioni alimentari dal Programma Alimentare Mondiale (PAM/WFP). L’UNHCR sta anche dando assistenza agli sfollati alloggiati nelle scuole dei distretti di Mardan e Swabi.
Nei campi di Jalala, Sheikh Shahzad e Sheikh Yaseen, nel distretto di Mardan, stanno continuando ad arrivare piccoli gruppi di famiglie. Poiché i campi sono al completo, i nuovi arrivati vengono trasferiti al campo di Yar Hussein, nel distretto di Swabi. Alcune famiglie affermano di aver avuto solo un’ora per lasciare le loro case e di non avere notizie dei parenti che sono rimasti nei villaggi. Dicono che cibo e medicinali scarseggiano per le persone ancora bloccate nelle aree d’origine.
Nei campi l’UNHCR ha distribuito materiali per ombreggiare all’organizzazione non governativa IDRAK affinché vengano installati al di sopra delle tende. L’IDRAK sta anche fornendo alle famiglie canne di bambù e attrezzi in modo da permettere loro di costruire da soli delle strutture per ombreggiare.
L’UNHCR, con le autorità locali e i suoi partner, ha individuato due potenziali siti per edificare nuovi campi nei distretti di Charsadda e Nowshera. Le autorità hanno appena dato il via libera per l’inizio dei lavori nel sito di Charsadda.
Sul fronte delle registrazioni si è attualmente nella fase di controllo incrociato e verifica dei dati da parte del National Database Registration Authority (NADRA) e si prevede che entro l’inizio della prossima settimana sarà possibile avere delle stime aggiornate sulle registrazioni. Martedì scorso la stima fornita dalle autorità della provincia si aggirava intorno ai due milioni e 400.000 persone (oltre 300.000 famiglie) e si stava per iniziare la fase di controllo incrociato e verifica.
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