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9 giugno 2009
Nel nord-ovest del Pakistan l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) continua a cercare terreni per altri siti dove alloggiare il sempre maggiore numero di sfollati in cerca di rifugio nei campi. I team che operano sul terreno riferiscono che sempre più persone, precedentemente alloggiate in famiglie locali, parenti o scuole, stanno arrivando nei campi. I nuovi arrivati sentono di pesare sulle famiglie che li ospitano, che in molti casi hanno limitate risorse finanziarie. Altri affermano di essere stati nelle scuole dei villaggi dove hanno ricevuto un’assistenza limitata.
I due nuovi campi aperti la scorsa settimana hanno quasi raggiunto la capienza massima. Il campo di Sugar Mill nel distretto di Charsadda attualmente ospita 2.800 persone e il campo di Larama nel distretto di Peshawar ne ospita 4.800. I nuovi arrivati vengono dirottati al più grande campo di Jalozai, nel distretto di Nowshera, che ospita circa 97.000 sfollati, tra cui i 52.000 arrivati dall’inizio di maggio. Altri vengono dirottati al campo di Yar Hussain nel distretto di Swabi che ospita 29.000 persone. Ieri nel solo campo di Yar Hussain, sono stati registrati 1.170 nuovi sfollati. I due campi vengono ampliati continuamente per dare alloggio ai nuovi arrivati.
L’UNHCR sta negoziando con le autorità sulla possibile apertura di un nuovo sito nel distretto di Hazara. Secondo le autorità locali, circa 235.000 persone sono ospitate in 21 campi nella Provincia di Frontiera del Nord Ovest (NWFP). Di queste oltre 148.000 sono fuggite dalle loro case nelle ultime cinque settimane. Inoltre circa 100.000 persone sono alloggiate in scuole e altri edifici governativi. Oggi con la sospensione del coprifuoco a Chakdara, nel distretto di Malakand, potrebbero arrivare altre persone nelle aree più sicure.
L’UNHCR sta lavorando per migliorare le condizioni nei campi. Con i suoi partner continua a montare strutture per ombreggiare le tende. Si continuano anche a recintare i campi e a costruire pannelli di separazione per le famiglie. Intanto, al di fuori dei campi, procede la costruzione di strutture per ombreggiare nei centri umanitari nei distretti di Mardan, Nowshera, Swabi e Charsadda.
L’assistenza dell’UNHCR sarà estesa anche alle persone al di fuori dei campi e per questo si stanno raccogliendo altri articoli di prima necessità. L’UNHCR ha urgente bisogno di ulteriori fondi per acquistare altre scorte e chiede 67 milioni di dollari per finanziare le operazioni in Pakistan per quest’anno. Questa cifra potrebbe variare nel caso in cui aumentasse il numero degli sfollati.
Insieme a UN-HABITAT, a World Vision, al Norwegian Refugee Council, al Catholic Relief Services e a Relief International, l’UNHCR sta valutando la possibilità di fornire agli sfollati ospiti presso le famiglie locali dei kit per la costruzione di rifugi. Una équipe di tecnici sta sviluppando un kit sperimentale e il progetto sarà lanciato nelle aree rurali dove le famiglie hanno terreno o giardini dove poter utilizzare i kit. Il progetto allevierà un pò la pressione e il sovraffollamento in cui vivono le famiglie che ospitano gli sfollati. Inoltre l’UNHCR continua a collaborare con UN-HABITAT per la distribuzione di tende alle persone alloggiate presso famiglie locali. Fino ad oggi sono state distribuite oltre 3.500 tende.
Domani l’UNHCR e l’agenzia partner Sarhad Rural Support Programme (SRSP) cominceranno a distribuire aiuti d’emergenza agli sfollati nelle scuole, presso le famiglie locali e negli alloggi in affitto nei distretti di Charsadda e Nowshera. Circa 84.000 persone (14.000 famiglie) nel distretto di Charssada e 54.000 persone (9.000 famiglie) nel distretto di Nowshera riceveranno articoli di prima necessità come materassini, set da cucina, teli di plastica e taniche.
Intanto gli stessi Pakistani continuano a mostrare grande generosità nei confronti degli sfollati. Questa settimana nel campo di Jalala, le autorità hanno distribuito 1.000 set da cucina e 300 bombole del gas donate da privati.
La National Database Authority (NADRA) ha confermato la registrazione di quasi un milione e 900.000 sfollati (268.674 famiglie) dopo la verifica incrociata di tutte le persone che si erano registrate nella fase iniziale. Tra le persone confermate sono compresi gli sfollati arrivati dai distretti di Swat, Buner, Bajaur e Mohmand, dal Lower Dir, dall’area di Makaland e da Shangla, sia nel 2008 che con i flussi più recenti. Il processo di verifica è ancora in corso e devono essere ancora controllati migliaia di moduli.
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