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30 giugno 2009
Il programma di reinsediamento più vasto del mondo ha oggi raggiunto un nuovo traguardo quando il 50.000mo rifugiato del Myanmar ha lasciato un campo in Thailandia per iniziare una nuova vita negli Stati Uniti. Il reinsediamento dei rifugiati dei nove campi al confine tra Thailandia e Myanmar è iniziato nel 2004, ma ha avuto un enorme slancio all’inizio del 2005, quando gli Stati Uniti hanno fatto la generosa offerta di dare una nuova casa ai rifugiati di quei campi.
Per i rifugiati in tutto il mondo l’opzione migliore è sempre il ritorno nel Paese d’origine, ma questi rifugiati, molti dei quali sono in Thailandia da oltre 20 anni, non hanno prospettive concrete di poter fare ritorno nel Myanmar in tempi brevi. Inoltre non hanno la possibilità di stabilirsi in Thailandia in via definitiva.
Il reinsediamento in un Paese terzo è quindi per loro la scelta migliore. Per questo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è grato ai Paesi come Stati Uniti, Canada, Australia, Finlandia, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia, che offrono ai rifugiati la possibilità di iniziare una nuova vita.
La 50.000ma persona partita è un insegnante di etnia Karenni che dal 1996 viveva nel campo di Ban Mai Nai Soi, nella provincia di Mae Hong Son, nella Thailandia settentrionale. Lui, sua moglie e la figlia di 2 anni sono partiti da Bangkok questa mattina per il loro primo viaggio aereo che durerà 28 ore e li porterà alla loro nuova casa a Camden, nel New Jersey.
L’uomo, Plu Reh, che insegnava nella scuola elementare del campo, ha parlato in termini ottimistici allo staff dell’UNHCR delle opportunità che gli Stati Uniti potranno offrire per una buona istruzione della figlia e per un miglioramento dell’istruzione sua e della moglie.
Circa 112.000 rifugiati registrati del Myanmar sono ancora nei nove campi che sorgono lungo il confine tra Thailandia e Myanmar. L’UNHCR prevede di riuscire a reinsediare altri 6.000 o 7.000 di loro entro l’anno.
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