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17 luglio 2009

L’UNHCR DÀ IL VIA AL TRASFERIMENTO DEI PRIMI RIFUGIATI SOMALI DA DADAAB A KAKUMA

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L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha iniziato a trasferire i primi dei circa 12.900 rifugiati somali dal sovraffollato campo di Dadaab, nel Kenya nord-orientale, verso il campo di Kakuma, nel nord-ovest. I primi 311 rifugiati sono arrivati a Kakuma questo fine settimana (15 agosto) dopo un viaggio in strada durato tre giorni. Un altro convoglio di 13 pullman con 520 rifugiati ha lasciato ieri Dadaab alla volta di Kakuma. Lo spostamento degli sfollati è stato gestito dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM/IOM).

Il trasferimento dei rifugiati da Dadaab verso Kakuma fa parte di un progetto che si svilupperà in diverse fasi, volto ad alleggerire il congestionamento cronico del campo per i rifugiati di Dadaab.
Il complesso di campi è stato creato 18 anni fa e fu progettato per accogliere un numero di ospiti di tre volte inferiore rispetto a quello attualmente presente. Il completamento dei trasferimenti è stato programmato per la fine di ottobre, prima dell'inizio della stagione delle piogge. Inoltre, per migliorare le condizioni di vita dei rifugiati di Dadaab, l’UNHCR sta lavorando sull'ammodernamento dei sistemi idrico-sanitari, l’aumento dei servizi sanitari e la fornitura di adeguato riparo e nutrimento, oltre all’erogazione di più fondi a sostegno delle comunità locali adiacenti ai campi.

Al loro arrivo a Kakuma, ai rifugiati sono state date coperte, materassini e kit da cucina, prima di essere accompagnati nei loro nuovi alloggi.

L’escalation delle violenze e la crisi umanitaria in Somalia hanno condotto lontano dalle loro case migliaia di somali e molti di loro sono fuggiti nelle nazioni limitrofe e confinanti. Da gennaio, oltre 43.000 sfollati somali hanno cercato riparo nei campi di Dadaab e questo ha fatto sì che il numero degli ospiti nei tre campi raggiungesse la cifra record di 289.500.

Allo stesso tempo, l’UHCNR è seriamente preoccupato per il deterioramento delle condizioni di sicurezza in Somalia. I continui rapimenti, uccisioni e intimidazioni degli operatori umanitari sta rendendo sempre più difficile raggiungere ed accedere alle popolazioni bisognose. La situazione sta avendo un impatto negativo sulla consegna degli aiuti umanitari agli sfollati interni (IDP), che si trovano in estremo bisogno di assistenza umanitaria.

L’UNHCR garantisce protezione e assistenza ad oltre 510mila rifugiati nelle nazioni limitrofe di Kenya, Yemen, Etiopia, Djibouti e Uganda. Gli sfollati interni in Somalia sono circa 1,3 milioni e si stima che le persone in urgente bisogno di assistenza umanitaria siano 3,2 milioni.




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