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21 agosto 2009
Aumenta sempre più la preoccupazione per le sorti di migliaia di civili yemeniti coinvolti nell’escalation dei combattimenti fra i ribelli di al-Houthi e le forze governative sulle montagne dello Yemen settentrionale. Si stima che, nelle scorse due settimane, gli scontri avvenuti attorno alla città di Sa’ada abbiano costretto circa 35mila persone a spostarsi in un luogo più sicuro.
Secondo le testimonianze di coloro che sono fuggiti da questa remota e inaccessibile parte del Governatorato di Saada, la situazione sembra essere critica sia nella città di Sa’ada che, più a nord, nel distretto di Addahar e El Sufyan, nell’adiacente Governatorato di Amran. Le strade del Governatorato di Saada sono bloccate e non è possibile accedere alle aree dello scontro nemmeno per via aerea. Molti dei migranti che rischiano la propria vita, per disperazione arrivano a pagare dei contrabbandieri affinchè li aiutino a fuggire.
Dal 2004, gli scontri tra i ribelli di al-Houthi e le truppe governative nel Governatorato di Saada hanno colpito circa 120mila persone.
Il campo di Al-Talh, uno dei quattro campi per gli sfollati interni presenti nella città di Sa’ada e gestito dalla Yemeni Red Crescent, continua a ricevere una regolare affluenza di famiglie di profughi. Circa 5.250 sfollati interni vi sono arrivati agli inizi della scorsa settimana dal vicino campo di Al Anad, il quale, negli ultimi giorni, si è trasformato in un vero e proprio terreno di scontro. I civili sono fuggiti a nord ed a ovest, verso il confine saudita, a Baqim e a Mandaba; altri si sono diretti verso est in cerca di rifugio nelle periferie della città di Dhahian e del distretto di Sahar; altri ancora stanno tentando di raggiungere il campo di Al-Talh.
Nel limitrofo governatorato di Hajjah, a sud-ovest di Sa’ada, le autorità hanno allestito un’area di transito tra le città di Haradh e di Malaheet poichè migliaia di sfollati si sono accampati lungo la strada. In questi giorni circa 8.400 sfollati si sono rivolti ai centri di registrazione per ricevere assistenza.
Dalla scorsa settimana, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) si trova nel governatorato di Hajjah per valutare la situazione. Si è constatato che varie famiglie sono fuggite abbandonando le proprie case o le aree di spostamento ove si erano rifugiati precedentemente per raggiungere altri rifugiati più a sud. Queste persone necessitano di un riparo, di acqua pulita e di strutture sanitarie di base. Le autorità yemenite hanno informato l’UNHCR dell’intenzione di aprire un campo profughi nella zona per accogliere gli sfollati in arrivo.
L’UNHCR, unitamente ad altre agenzie, sta portando avanti, delle missioni di monitoraggio nelle aree di spostamento anche nei Governatorati di Hajjah, Amran e Al-Jawf. L’Alto Commissariato, inoltre, ha inoltre cominciato a distribuire assistenza, incluse tende, teli di plastica, coperte e taniche, agli sfollati che si trovano nel Governatorato di Hajjah. Invece, la distribuzione dei kit umanitari agli sfollati a Sa’ada è stata sospesa a causa degli scontri.
L’UNHCR fà appello al “cessate il fuoco” che permetterebbe alla popolazione civile di sfuggire al combattimento e di consentire agli operatori umanitari di riprendere a svolgere il proprio ruolo di assistenza umanitaria.
Ad oggi si sta chiedendo ai governi donatori un supplementare aiuto economico di 5 milioni di dollari per rispondere all’ultima emergenza in corso. Questi fondi, di cui si ha urgente bisogno, permetterebbero all’UNHCR di organizzare la coordinazione e la gestione dei campi profughi, di ampliare il servizio di registrazione e protezione degli sfollati e di fornire alle persone bisognose tende e ulteriore assistenza umanitaria per i prossimi quattro mesi.
Dal 2007, l’UNHCR ha aiutato circa 100mila persone colpite dallo scontro nel nord del paese. L’UNHCR fornisce inoltre protezione e assistenza a circa 150mila rifugiati e richiedenti asilo, arrivati in Yemen dopo un pericoloso viaggio attraverso il Golfo di Aden. Le operazioni umanitarie dell’UNHCR nello Yemen necessitano un finanziamento di circa 22 milioni di dollari annui.
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