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28 agosto 2009

L’UNHCR SOLLECITA CORRIDOI UMANITARI NELLO YEMEN DEL NORD

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La situazione a Sa’ada City, nel nord dello Yemen, continua ad essere drammatica. Gli scontri dilagano tanto nel centro della città quanto nelle periferie. Da una settimana, Sa’ada è praticamente isolata dal resto del mondo. Ieri (giovedì), sempre in questa zona, sono stati segnalati scontri fra i ribelli di al-Houthi e le forze governative. Entrambe le parti continuano a rifiutare il “cessate il fuoco” e, anzi, dichiarano di voler proseguire il conflitto.
 
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Antonio Guterres, ha richiesto l’apertura di corridoi umanitari nel nord dello Yemen per permettere ai civili di lasciare la zona di guerra e agli operatori umanitari di consegnare gli aiuti.
 
Sia per i residenti che per gli sfollati di Sa’ada è impossibile fuggire da quelle zone. Lo stato d’emergenza è ancora in vigore. I mercati della città sono chiusi provocando, da un lato, un’estrema scarsità di cibo e di altri prodotti e, dall’altro, un drastico aumento dei prezzi. Molte persone hanno trovato assistenza presso amici e parenti che erano riusciti a mettere da parte dei viveri.
 
Il campo di Al Anad a Sa’ada è zona “off limits”. Gli altri tre luoghi destinati all’accoglienza degli sfollati interni (IDPs) sono ancora aperti ma si stanno sovraffollando man mano che i civili sfuggono alle violenze e vi confluiscono. L’UNHCR, di concerto con le autorità, ha registrato 700 famiglie a Sa’ada e, nella giornata di domani, se sussisteranno le condizioni di sicurezza, intende avviare la distribuzione degli aiuti.
 
Nella limitrofa provincia di Amran, il 60 per cento degli sfollati sono donne e bambini. Alcuni hanno denunciato lo smarrimento dei propri documenti durante la fuga, molti altri hanno subito dei traumi. Circa il 40 per cento dei profughi occupa al momento scuole, cliniche, capannoni e granai. Le autorità hanno comunicato all’UNHCR che il nuovo campo sarà costruito a Khaywan malgrado le preoccupazioni delle organizzazioni umanitarie, secondo le quali tale sede potrebbe essere troppo vicina alla zona di conflitto.
 
Numerose valutazioni inter-agenzia sul campo sono state effettuate ad Amran, ma anche a Bani Suraim, Al-Osha, Khamir e Amran City, dove sono state identificate circa 180 famiglie di profughi. Tre scuole sono state individuate a Bani Suraim, Amran City e a Khamir come potenziali punti di distribuzione degli aiuti umanitari.
 
Per rinforzare le attuali capacità umanitarie nello Yemen, l’UNHCR sta inviando un team d’emergenza composto da esperti in protezione, logistica e progettazione.
 




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