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29 settembre 2009
La scarsità di informazioni sugli sfollati nello Yemen settentrionale non fa che aumentare le preoccupazioni umanitarie sulla sicurezza dei civili.
Desta preoccupazione la recente notizia di scontri avvenuti nei pressi del campo di Al Sam, uno dei tre campi per sfollati interni nella provincia di Sa’ada. Le persone alloggiate nei campi sono molto preoccupate, visto che i residenti del villaggio di Al Aqad, a mezzo km di distanza, sono stati allertati dalle autorità e invitati a evacuare l’area.
L’UNHCR ha anche ricevuto rapporti frammentari ma preoccupanti su un attacco al campo di sfollati improvvisato ad Al-Azqool, sempre nella provincia di Sa’ada. Non si ha notizia di vittime. Altri rapporti ufficiosi riferiscono di sfollati interni intrappolati nel distretto di Sa’ada, al confine con l’Arabia Saudita.
Il capo di Al Mazraq, nella vicina provincia di Hajjah, continua a crescere e attualmente ospita 7.000 sfollati interni. Il suo limite di capienza è già stato superato a causa dei continui arrivi dalla provincia di Sa’ada. Grazie alla cooperazione con le autorità yemenite locali e centrali ieri è stato identificato un sito e cominceranno immediatamente i lavori di edificazione di un nuovo campo.
Nella provincia di Amran è stato individuato ieri un nuovo sito per un campo vicino alla città di Amran e, insieme ai suoi partner locali, l’UNHCR inizierà a costruire il campo oggi stesso. Un secondo sito sarà edificato nei pressi di Kaiwan, in questa stessa provincia.
Nel frattempo, durante il weekend, l’UNHCR ha raggiunto un accordo formale con le autorità saudite per avviare un’operazione oltreconfine in aiuto alla popolazione di sfollati nello Yemen settentrionale. L’UNHCR ha posizionato tende, materassi, coperte e altri aiuti per oltre 2.000 persone nel territorio saudita vicino al confine. Entrambi i governi sono pronti a sostenere l’operazione per dare assistenza agli sfollati interni che si trovano ad Alb, a pochi km dal confine con lo Yemen. L’UNHCR avvierà l’operazione non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Il governo yemenita ha inoltre richiesto l’aiuto dell’UNHCR per edificare un campo per 2.000 persone nell’area a ridosso del confine.
In risposta al recente appello dell’UNHCR, il Regno dell’Arabia Saudita ha annunciato che effettuerà una donazione di un milione di dollari per finanziare l’assistenza umanitaria agli sfollati interni in Yemen. Finora per l’emergenza in Yemen l’UNHCR ha ricevuto 1 milione e 200mila dollari dagli Stati Uniti e 732mila dollari dalla Svezia. Sono ancora necessari altri 2 milioni di dollari per l’operazione. I fondi permetteranno all’UNHCR di organizzare la gestione dei campi, di ampliare le operazioni di registrazione e protezione degli sfollati, e di fornire tende e altri aiuti umanitari fino alla fine dell’anno.
Oltre agli stimati 150mila sfollati vittime degli scontri iniziati in Yemen nel 2004, il paese ospita anche circa 150mila rifugiati e richiedenti asilo che hanno affrontato la pericolosa traversata del Golfo di Aden e del Mar Rosso.
Settembre e ottobre sono i mesi in cui si naviga meglio e il picco di arrivi via mare è sbalorditivo. Quest’anno oltre 50.400 persone sono arrivate in Yemen a bordo di 994 barche partite dal Corno d’Africa. Questa cifra supera già il totale di 50.091 migranti irregolari arrivati via mare nel 2008. E’ un incredibile aumento del 50% rispetto agli stessi mesi del 2008, quando arrivarono 33.596 migranti irregolari.
Secondo lo staff UNHCR in Yemen, dall’inizio dell’anno 266 persone sono annegate e altre 153 sono disperse e presumibilmente morte. Il totale dello scorso anno era di 589 morti e 359 dispersi e presumibilmente morti.
Oltre la metà degli arrivi di quest’anno sono etiopi (27.633), mentre i restanti sono quasi tutti somali (22.791) ai quali, in Yemen, viene automaticamente riconosciuto lo status di rifugiati. Coloro che tentano la traversata sono in fuga da situazioni disperate di guerre civili, instabilità politica, povertà, siccità e carestia in Somalia e nel Corno d’Africa.