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6 novembre 2009
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) rivolge un appello di 2 milioni e 800 mila dollari ai paesi donatori per aiutare oltre 300.000 rifugiati che si trovano in due campi del Kenya minacciati dalle alluvioni. Si è già iniziato ad apportare miglioramenti tecnici nei due campi - quello di Kakuma, nel Kenya nord-occidentale, e quello di Dadaab, ad est, vicino al confine con la Somalia. La maggior parte dei fondi verranno usati per carburante, coperte e teli di plastica, e per fronteggiare eventuali epidemie.
L’UNHCR teme che il sempre più vicino fenomeno di El Niño - mutamento atmosferico e dell’oceano della regione tropicale del Pacifico che produce inondazioni, siccità e altre perturbazioni in molte regioni del mondo - possa minacciare i 338.000 rifugiati - per lo più somali - nei due campi, che subiscono in ogni caso allagamenti per tre mesi all’anno.
Quando tre settimane fa sono iniziate le piogge torrenziali, l’UNHCR ha iniziato a scavare canali di scolo e a piazzare sacchi di sabbia intorno agli ospedali, ai pozzi e ad altre strutture strategiche in entrambi i campi. Inoltre ha riparato le gallerie di drenaggio nei letti dei fiumi stagionali che collegano diverse parti dei campi, soprattutto a Dadaab, che in realtà è un complesso di tre campi. Senza l’attuazione di queste misure molte sezioni di questi campi sarebbero state inondate.
L’UNHCR si sta anche preparando a trasferire nelle zone più elevate dei campi le persone che potrebbero subire i maggiori disagi a causa delle alluvioni, in particolare malati cronici, disabili, anziani, e bambini e adolescenti senza famiglia.
Per proteggere i rifugiati a Kakuma, il campo maggiormente colpito dalle alluvioni in passato, l’UNHCR ha deviato il corso di due fiumi stagionali, il Tarach e il Lodoket, che spesso hanno causato l’inondazione delle aree più basse del campo.
La peggiore alluvione del campo di Kakuma fu registrata nel maggio del 2003, quando circa 16.800 rifugiati rimasero senza casa. Anche molte latrine si intasarono e traboccarono causando la diffusione di malattie trasmesse con l’acqua, come il colera e la dissenteria. Il sovraffollato complesso di Dadaab ospita attualmente più rifugiati di qualsiasi altro campo nel mondo e nel 2006 ha subìto una grave inondazione.
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