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17 novembre 2009

THAILANDIA: L’UNHCR CHIEDE LA LIBERAZIONE DEI LAO HMONG IN CARCERE DA TRE ANNI

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Tre anni fa un gruppo di rifugiati Lao Hmong fu raggruppato a Bangkok e deportato. Da allora, il gruppo, che attualmente conta 158 persone, è ancora in carcere. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) chiede a tutte le parti in causa di trovare una soluzione umanitaria a questa situazione e di mettere fine alla detenzione di questo gruppo di bambini, donne e uomini che sono rinchiusi in due celle di un centro di detenzione per immigrati a Nong Khai, in Thailandia.

Molti dei Hmong che vivono negli altipiani del Laos ebbero parte attiva nella guerra che si svolse in Laos negli anni ‘60 e ’70. Quando il Pathet Lao salì al potere nel 1975, molte decine di migliaia di Lao Hmong fuggirono in Thailandia in cerca di asilo e un gran numero di loro furono reinsediati nei Paesi occidentali, soprattutto negli Stati Uniti.

Oggi la situazione dei Hmong è molto diversa da come si presentava negli anni ’70, ma il gruppo di Nong Khai rappresenta ancora l’eredità di un passato difficile. In origine erano 147 i rifugiati furono riuniti, deportati e trasferiti l’8 dicembre 2006 nel centro di detenzione per immigrati di Nong Khai, sul fiume Mekong al confine con il Laos, dove si trovano da allora. Durante il periodo di detenzione sono nati diversi bambini e oggi il numero di detenuti è salito a 158.

Quattro Paesi – Stati Uniti, Australia, Canada e Olanda – hanno offerto ai rifugiati l’opportunità del reinsediamento e l’UNHCR ritiene che dovrebbe essere loro accordato il permesso di lasciare la Thailandia per sfruttare questa possibilità. I detenuti non hanno commesso alcun crimine e la loro prigionia non ha alcun significato. L’UNHCR crede che sia necessario trovare una soluzione per queste persone non solo per rispondere ad un urgente bisogno umanitario, ma anche per voltare pagina nella storia dei rifugiati Hmong in Thailandia.




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