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27 giugno 2008
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha scritto al governo tailandese per esprimere la sua preoccupazione riguardo al rimpatrio dalla Tailandia di 837 persone appartenenti all’etnia laotiana dei lao hmong avvenuto la scorsa domenica 22 giugno. L’operazione ha avuto luogo dopo una protesta di massa di migliaia di Lao Hmong che sono fuoriusciti da un campo gestito dall’esercito tailandese nella provincia di Phetchabun. La mancanza di trasparenza e l’assenza di osservatori esterni che monitorassero l’operazione di rimpatrio rendono impossibile una verifica sulla natura volontaria del rimpatrio.
L’UNHCR esprime particolare preoccupazione per un gruppo di otto leader e le loro famiglie – 18 persone in tutto – che sarebbero stati deportati domenica mattina contro la loro volontà e senza prima verificare se avessero bisogno di protezione internazionale. Questa potrebbe essere una violazione del principio di non-respingimento, che prevede che nessun rifugiato o richiedente asilo debba essere costretto a tornare in un paese in cui potrebbe essere vittima di persecuzioni.
Per i restanti 819 rimpatriati in Laos domenica sera, sembra che il rimpatrio sia avvenuto in condizioni che sollevano dubbi sul libero esercizio della scelta volontaria e prima di aver giudicato le richieste di asilo. Poiché il rimpatrio è avvenuto in modo così precipitoso, l’UNHCR teme anche che nel corso dell’operazione alcune famiglie possano essere state separate.
All’UNHCR non è mai stato permesso di avere contatti con il gruppo di 8mila lao hmong nel campo di Ban Huay Nam Khao, nella provincia di Phetchabun, ma ha a lungo richiesto un urgente e adeguato monitoraggio per poter identificare le persone che necessitano di protezione internazionale.
L’UNHCR è pronta ad aiutare i governi della Tailandia e del Laos e ritiene che il proprio coinvolgimento potrebbe essere di aiuto nella gestione della situazione dei lao hmong al fine di ricreare un clima di fiducia e garantire un’adeguata trasparenza nella ricerca di soluzioni umanitarie alla questione dei lao hmong.
L’UNHCR fa anche presente che esistono degli standard internazionali da rispettare riguardo ai rimpatri volontari, che includono un’assistenza psicologica a coloro che pensano di rimpatriare e un documento di rimpatrio volontario con la fotografia della persona, una dichiarazione in cui chiede il rimpatrio nel proprio paese e la firma. Inoltre la persona che vuole rimpatriare ha il diritto di cambiare idea in qualsiasi momento. Anche un osservatore indipendente esterno contribuisce a dare al processo la fiducia della comunità internazionale.