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28 maggio 2010

ANCORA VITTIME E MIGLIAIA DI SFOLLATI IN FUGA DAGLI ASPRI COMBATTIMENTI A MOGADISCIO

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Sono oltre 17mila i civili costretti ad abbandonare le proprie abitazioni nella capitale somala Mogadiscio durante il mese di maggio. Oltre 14.300 sono fuggiti solo nelle ultime due settimane in seguito ai nuovi pesanti combattimenti fra le truppe del Governo Federale di Transizione, sostenute dalla AMISOM (Corpi di Pace dell’Unione Africana), e i gruppi armati di opposizione.

E’ con grave preoccupazione che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha registrato un’impennata nel numero di vittime e di sfollati negli ultimi 14 giorni. Secondo i rapporti ricevuti, almeno 60 persone sarebbero state uccise e oltre 50 ferite negli scontri urbani. Si stima che dall’inizio dell’anno siano circa 200mila i somali sfollati.

La maggior parte dei somali, circa 9.300 persone, che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni nelle ultime due settimane sono rimasti nella capitale. Mogadiscio ospita già oltre 350mila sfollati interni. Secondo i rapporti forniti all’UNHCR dai suoi partner, il numero di famiglie sfollate che vivono nelle strade della città in condizioni estreme sta gradualmente crescendo. Molte di queste famiglie vivono situazioni disperate, bloccate nella città sotto assedio. Non possono permettersi il trasferimento nei campi di fortuna sorti nel corridoio di Afgooye che già ospitano 366mila sfollati interni a soli 15 km a ovest di Mogadiscio.

Le famiglie più fortunate sono ospitate da parenti o amici che vivono nei più sicuri dintorni della capitale. Comunque il sovraffollamento è tale che in media tre famiglie devono dividersi un unico alloggio. Secondo i partner dell’UNHCR molti altri sfollati vivono nelle strade di Mogadiscio, riparati solo da teli di plastica o qualsiasi altro materiale riescano a reperire per avere un tetto sulla testa. Sono queste le persone più vulnerabili e dipendenti dagli scarsi aiuti che le agenzie umanitarie riescono a fornire e dagli esigui contributi che ricevono dai parenti che si trovano all’estero. Centinaia di bambini sono costretti a chiedere l’elemosina per le strade della capitale e molte donne fanno lo stesso nei mercati principali.

I partner dell’UNHCR presenti nella capitale somala riferiscono che la gente è esausta, tesa e affamata, ma continua ad ascoltare la radio nella speranza di apprendere la notizia della fine degli scontri.

La Somalia è uno dei paesi che generano il più elevato numero di  sfollati nei mondo. Si stima che ci siano 1 milione e 400mila sfollati interni nel paese, mentre oltre 580mila vivono nei paesi confinanti come rifugiati.

Il 43% circa della popolazione somala vive al di sotto della soglia di povertà estrema e un bambino su sette muore prima dei 5 anni.




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