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1 giugno 2010

APPELLO DI 18 MILIONI DI DOLLARI PER I RIFUGIATI AFGHANI IN IRAN

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L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) chiede che vengano stanziati 18 milioni di dollari per far fronte ad una precoce carenza di fondi destinati ai rifugiati afghani nella Repubblica Islamica dell’Iran.

L’UNHCR, che collabora con il governo iraniano per assistere i rifugiati afghani, ha fissato a 36,8 milioni di dollari il budget complessivo per far fronte alle necessità dei rifugiati. Tuttavia, ad oggi, è stato ricevuto solo un quinto di tale somma.

A causa della mancanza di sicurezza e delle condizioni economiche in Afghanistan i rimpatri volontari di afghani dall’Iran negli ultimi anni sono notevolmente rallentati. Solo 6.000 perone sono rimpatriate nel 2009 e 3.600 nel 2008. Oltre un milione di afghani registrati sono ancora in Iran. Il 97% di questi vive in insediamenti urbani o semi-urbani esercitando una notevole pressione sui servizi sanitari, di istruzione e sulle altre infrastrutture locali.

L’Iran, alle prese con le proprie difficoltà economiche dovute anche alla crisi globale, ha ospitato due generazioni di rifugiati afghani ma non ha mai ricevuto un adeguato supporto da parte della comunità internazionale. I rifugiati hanno potuto usufruire dei servizi sanitari e di istruzione di base e, generalmente, sono stati messi in condizione di guadagnarsi da vivere sebbene in via informale, visto che i permessi di lavoro sono stati emessi per i rifugiati registrati solo lo scorso anno.

Vista la diminuzione nel ritmo dei rimpatri, l’UNHCR ha ampliato il suo programma in Iran per fornire servizi migliori di sostegno in attesa dei rimpatri. Ad ogni modo, attualmente, i fondi permettono di soddisfare solo il 22% dei bisogni individuati nei settori della sanità, dell’istruzione e dei mezzi di sostentamento, come anche nel potenziamento del sistema idrico, dei servizi igienici e di altre infrastrutture nei campi per rifugiati e negli insediamenti urbani con una maggiore concentrazione di rifugiati. I 18 milioni di dollari richiesti serviranno a coprire la precoce carenza di fondi.

Molti rifugiati in Iran risentono dell’aumento dell’inflazione e conducono una lotta quotidiana per riuscire a comprare il cibo e per coprire le spese sanitarie. L’UNHCR teme che la situazione potrà peggiorare quando sarà avviata la nuova programmazione economica quinquennale dell’Iran, che dovrebbe partire nel 2010. La nuova politica eliminerà i sussidi previsti per l’energia elettrica, l’acqua e altri servizi e beni primari, come il cibo. Il governo ha previsto sussidi di emergenza per gli iraniani, che non saranno estesi anche ai rifugiati. In questa situazione soprattutto i rifugiati vulnerabili avranno bisogno di ulteriore aiuto.

Oltre al milione di rifugiati afghani registrati in Iran, si contano anche 48mila rifugiati provenienti dall’Iraq. Dal 2002 l’UNHCR ha aiutato oltre 860mila rifugiati a rimpatriare in Afghanistan. Inoltre da allora circa un milione di afghani hanno fatto ritorno spontaneo in patria.




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