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PAKISTAN: DIFFICOLTA’ NEI SOCCORSI PER LE VIOLENTE ALLUVIONI

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10 agosto 2010



Le alluvioni in Pakistan stanno mettendo a dura prova le capacità del paese di reagire all’emergenza, non consentendo all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e altre agenzie dell’ONU ed internazionali di rispondere adeguatamente alla crisi.
 
Lo staff UNHCR in Pakistan ha riferito che la situazione è tra le più gravi che siano mai state affrontate. Migliaia di villaggi e città che sono a bassa quota non affrontavano alluvioni di questa portata da generazioni. In tutto il paese, la Commissione Federale Pakistana per le Alluvioni segnala che le case distrutte o danneggiate sono circa 300mila, oltre 14mila i capi di bestiame morti e 2,6 milioni di acri di campi coltivati sono ormai sommersi dall’acqua. Finora circa 1.600 persone hanno perso la vita, ma alcuni milioni di rifugiati pakistani e afghani sono stati colpiti dalle alluvioni.
 
L’impegno maggiore dell’UNHCR si è concentrato nel nord del paese dove le alluvioni sono state più violente. Solitamente il lavoro dell’agenzia in quell’area si concentra sui rifugiati afghani e sui pakistani sfollati a causa del conflitto, ma nella situazione attuale l’UNHCR sta lavorando per entrambe le comunità colpite dalle alluvioni, sia quella afghana che quella pakistana. In questo momento alcune strade sono bloccate e in molti luoghi la sicurezza è scarsa. Quando le tende vengono consegnate, spesso la gente non ha un posto asciutto per montarle. Tra le persone colpite dalle alluvioni si contano numerosi agricoltori e rifugiati afghani che vivono nelle pianure inondate. Su un milione e 700mila rifugiati afghani registrati in Pakistan, circa un milione e 400mila vivono nelle aree maggiormente colpite dalle alluvioni. Attualmente molte persone si trovano senza rifugio e hanno perso le loro scorte di cibo, il loro bestiame e tutti i loro beni.
 
L’UNHCR sta lavorando in collaborazione con il governo, le agenzie ONU e gli enti umanitari per rispondere alla crisi e per soddisfare le necessità di cibo, ripari, medicinali e acqua. Benché l’UNHCR abbia stabilito la sua presenza nelle provincie del Khyber Pakhtunkhwa e del Belucistan già da 32 anni, rispondere alle necessità della crisi attuale resta un sfida molto ardua. Nella provincia del Belucistan, ad esempio, le scorte dell’UNHCR sono pressoché esaurite. I camion partiti da Peshawar, Karachi e Lahore con ulteriori tende e altri aiuti hanno subìto ritardi anche di oltre una settimana per via delle strade alluvionate. In alcune zone della valle dello Swat, nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa (KPK), sulle montagne del Pakistan settentrionale, è molto difficile raggiungere le aree colpite a causa delle frane e dei ponti danneggiati. In quelle zone migliaia di persone in difficoltà restano tuttora irraggiungibili.
 
Finora l’UNHCR ha fornito oltre 41mila teli di plastica, 14.500 tende da famiglia, 70mila coperte, 40mila materassi, 14.800 set da cucina, 36.600 taniche, 18.600 secchi di plastica, 17.700 zanzariere e 13,3 tonnellate di sapone. Lunedì scorso sono state inviate 1.000 tende nella provincia meridionale del Sindh, dove si continuano a verificare esondamenti. Oggi nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa l’UNHCR sta distribuendo 300 tende e kit per famiglie a Utmanzai, 500 tende e 1.000 set per famiglie nell’Upper Dir, 193 tende, kit per famiglie e teli di plastica a Khazana, 300 tende, kit per famiglie e teli di plastica ad Azakahel e 75 tende, kit per famiglie e teli di plastica a Khursan.
 
L’UNHCR ha in programma di lanciare un appello d’emergenza per ottenere ulteriori fondi per assistere fino a 560mila persone colpite dalla crisi. Oltre al distribuire aiuti per i rifugi, come tende, teli di plastica, ripari temporanei per famiglie con donne a capo, e altri tipi di aiuti, come set da cucina, materassi, coperte, piumini, zanzariere e altri articoli, l’UNCHR progetta di riabilitare le infrastrutture comunali distrutte dalle alluvioni, come i pozzi, gli impianti igienici, le cliniche, le scuole e le strade di accesso.
 



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