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13 agosto 2010
In Pakistan l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta lavorando per assistere e dare un riparo ai rifugiati afghani, agli sfollati a causa dei conflitti e alle comunità pakistane colpite dalle alluvioni.
Ieri lo staff dell’UNHCR ha preso parte ad una missione di valutazione in elicottero organizzata dal governo. La missione ha sorvolato Mianwali, nella provincia del Punjab, che da tre decenni ospita oltre 18mila rifugiati afghani, e Dera Ismail Khan, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, che ospita circa 300mila sfollati a causa del conflitto dello scorso anno, e gente del luogo. Ci sono ancora vaste aree inondate e non è stato possibile atterrare a Multan a causa del proseguire delle alluvioni nel Punjab.
Vi è forte preoccupazione per le necessità di protezione dei pakistani fuggiti dalle loro abitazioni e che non beneficiano di strutture di supporto comunitarie adeguate. L’UNHCR sta collaborando con le autorità, con l’ONU e le ONG partner per far sì che vengano soddisfatti i bisogni fondamentali. Le autorità della provincia di Khyber Pakhtunkhwa hanno riferito che 653 scuole sono attualmente occupate dalle popolazioni colpite dalle alluvioni. Alcune scuole ospitano fino a 10 famiglie in ogni stanza. In luoghi così affollati, è alta la preoccupazione per la protezione di donne e minori, per possibili problemi di salute, eventuali violenze sessuali o altri abusi.
Nella provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa l’UNHCR ha inviato dei team specializzati nella protezione al fine di intervenire nei tre distretti maggiormente colpiti: Nowshera, Charsadda e Peshawar. Simili provvedimenti vengono presi anche nella provincia del Balochistan, colpita dalle esondazioni dei fiumi, dove le grandi distanze tra le comunità colpite e il centro logistico dell’UNHCR a Quetta rendono estremamente complicata la distribuzione di aiuti umanitari. 5 dei 9 camion inviati nell’area da Peshawar una settimana fa sono ancora intrappolati a causa delle frane e delle alluvioni. A causa della scarsità di rifornimenti umanitari in Balochistan, l’UNHCR sta programmando una missione aerea nella regione.
Nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, in 17 distretti, i campi per i rifugiati sono stati sommersi dalle alluvioni che hanno raso al suolo oltre 12.600 case e hanno lasciato senza riparo 85.800 rifugiati. Migliaia di case di rifugiati e di cittadini pakistani sono state gravemente danneggiate. Questi rifugiati vulnerabili e senza tetto, soprattutto donne, minori e anziani, avranno la precedenza nell’assegnazione di ripari, cibo e assistenza medica da parte dell’UNHCR e dei suoi partner.
Il campo per rifugiati di Azakhel è l’emblema della situazione di gravità delle alluvioni. È stato interamente distrutto e attualmente giace sotto ad almeno un metro di fango, lasciando così 23mila rifugiati afghani senza riparo. L’UNHCR ha distribuito 1.100 tende e articoli non alimentari (piumini e coperte, zanzariere, set da cucina, materassi, ecc.) ai rifugiati, che le hanno montate in ogni singola area asciutta che sono riusciti a trovare, anche lungo le autostrade. Questa mattina a Pirpai, dove l’UNHCR ha un suo punto di distribuzione situato nei pressi di un ospedale, alcune persone hanno ricevuto aiuti. Altre 1.000 tende verranno inviate a Swat, dove un team ha valutato le necessità sia dei pakistani sfollati per il conflitto sia delle comunità locali ospitanti. L’UNHCR sta lavorando per colmare i vuoti lasciati dal gruppo di agenzie che si occupano di fornire alloggi di emergenza e sta anche cercando di accellerare la distribuzione di aiuti in altre aree del paese. Le autorità hanno già inviato 1.000 tende familiari fornite dall’UNHCR a Sukkar e Shikarpur, nella provincia di Sindh.
Finora l’UNHCR ha distribuito materiali per costruire rifugi per oltre 300mila persone. Fra gli articoli distribuiti, oltre 17mila tende e 43.700 teli di plastica, 103mila coperte e piumini, 59mila materassi, 60mila taniche e secchi, 18.500 set da cucina, 18 tonnellate di sapone e 25mila zanzariere.
La crisi che il Pakistan si trova ad affrontare è di proporzioni enormi ed è ancora lontana da una soluzione. La devastazione va avanti a causa dei fiumi in esondazione che proseguono la loro corsa verso il sud del paese attraverso le pianure. Inoltre la crisi non si concluderà con il ritirarsi delle acque alluvionali. Rimarranno infatti da risolvere i problemi legati alla mancanza di alloggi e cibo e al diffondersi di malattie.
L’UNHCR ha già trovato un accordo con i fornitori che procureranno all’agenzia 69mila tende familiari, visto che quelle presenti nei magazzini si stanno rapidamente esaurendo. Ogni settimana l’UNHCR riceverà 8mila di queste nuove tende che verranno prontamente distribuite nelle aree colpite. Anche i teli di plastica iniziano a scarseggiare.
La crisi si trova ancora nella sua fase più acuta, ma nel corso delle settimane e dei mesi a venire l’UNHCR, in collaborazione con i leader delle comunità, le autorità responsabili e le agenzie partner, presterà il suo aiuto alle famiglie di rifugiati e alle comunità pakistane colpite affinché possano tornare alle proprie case in modo dignitoso.
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