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27 agosto 2010
Nel corso di questa settimana l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha iniziato il trasferimento di circa 1.500 rifugiati centrafricani, sparsi lungo il confine congolese con la Repubblica Centrafricana (CAR), in un nuovo campo, circa 70 km all’interno della Repubblica Democratica del Congo. I rifugiati erano fuggiti in seguito agli attacchi del gruppo ribelle ugandese, Lords Resistance Army (LRA), tra marzo e maggio di quest’anno, ed avevano trovato rifugio in vari villaggi di confine nel distretto del Basso Uélé, nella Repubblica Democratica del Congo settentrionale.
Lo scopo di tale trasferimento è di potenziare la sicurezza dei rifugiati riducendo il rischio di nuovi attacchi da parte della LRA. Oltre alla protezione e ai ripari, il nuovo campo garantirà anche la fornitura di acqua potabile e un migliore accesso per le operazioni umanitarie.
Le difficili condizioni di accesso nei luoghi in cui i rifugiati si erano insediati hanno costretto molti di loro a trasferirsi nel nuovo campo a piedi. Insieme alle autorità congolesi, l’UNHCR ha organizzato punti di servizio e un centro di transito lungo la strada, dove i rifugiati possono ricevere dei pasti. Le persone più vulnerabili vengono trasportate a bordo di motocicli.
Le caratteristiche rocciose del terreno a Kpala-Kpala, hanno posto diverse sfide nell’edificazione del campo. Nel mese di giugno e luglio l’UNHCR e i suoi partner hanno costruito ripari di emergenza e servizi, come anche molti punti d’accesso all’acqua. Al loro arrivo nel campo, tutti i rifugiati vengono registrati e ricevono cibo ed altri aiuti umanitari. L’operazione è gestita in stretta collaborazione con i partner dell’UNHCR e con altre agenzie umanitarie dell’ONU.
Secondo le stime dell’ONU, quest’anno gli attacchi della LRA nella Repubblica Centrafricana hanno costretto circa 15mila persone a fuggire dalle loro case. A causa delle sfide logistiche per raggiungere i rifugiati lungo il confine tra la Repubblica Centrafricana e la Repubblica Democratica del Congo, l’UNHCR teme che ci siano altre persone ancora completamente isolate.
La LRA è attiva in alcune aree della Repubblica Centrafricana sin dal 1993 (e dal 1986 in Uganda) e ha lasciato dietro di sé una lunga scia di morte e caos, costringendo decine di migliaia di persone a fuggire dalle proprie abitazioni nella Repubblica Democratica del Congo e nei paesi confinanti. Dal dicembre 2008 la LRA ha causato il movimento forzato di circa 280mila persone nei distretti dell’Alto e Basso Uélé, nella Repubblica Democratica del Congo, e ha costretto quasi 20mila congolesi a cercare rifugio in Sudan e nella Repubblica Centrafricana.