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SIERRA LEONE: L’UNHCR REPUTA ORMAI SICURO IL PAESE

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L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) consiglia agli Stati di non concedere lo status di rifugiato ai cittadini della Sierra Leone fuggiti dal loro paese durante la decennale guerra civile iniziata nel 1991 – ferma restando la valutazione individuale nel merito di ogni domanda d’asilo -  poiché le cause che avevano portato all’attribuzione di tale status in passato hanno cessato di esistere. Ci sono stati cambiamenti importanti e permanenti da quando la pace è stata dichiarata nel 2002. La fine della concessione dello status decorrerà dalla fine di quest’anno, il 31 dicembre 2008, a seguito di consultazioni con i principali governi di asilo per i cittadini della Sierra Leone e la Sierra Leone stessa.

Nel periodo più grave del conflitto ben 2 milioni di persone, sui 6 milioni di popolazione totale, furono costretti a fuggire. Circa 490mila di loro si rifugiarono in Liberia ed in Guinea. Con l’operazione di rimpatrio volontario dell’UNHCR, dal settembre del 2000 al luglio del 2004 più di 179mila rifugiati della Sierra Leone hanno fatto ritorno a casa, mentre molti altri sono tornati con mezzi propri.

Circa 43mila rifugiati della Sierra Leone continuano a vivere in esilio, soprattutto nei paesi vicini, tra cui Gambia, Guinea, Liberia e Nigeria. I rifugiati della Sierra Leone che vivono nei paesi dell’Africa sub-sahariana e vogliono rimpatriare volontariamente prima della fine del 2008 potranno beneficiare dell’assistenza dell’UNHCR. In questi paesi, coloro che hanno ancora bisogno di protezione internazionale potranno restare nello stato ospitante come rifugiati. Coloro, invece, che dopo il 2008 non avranno i requisiti per poter acquisire o mantenere lo status di rifugiato ma non vogliono comunque tornare a casa a causa di forti legami familiari, sociali o economici con lo stato ospitante, dovranno regolarizzare il loro status nel paese d’asilo.

La Missione delle Nazioni Unite in Sierra Leone (UNAMSIL) ha completato il ritiro dal paese nel gennaio del 2006, delegando all’Ufficio integrato dell’Onu in Sierra Leone (UNIOSIL) le responsabilità riguardanti il rafforzamento e lo sviluppo del processo di pace ed il rispetto dei diritti umani. I maggiori responsabili delle atrocità commesse durante il conflitto sono stati indagati e processati – o stanno per essere processati – dalla Corte Speciale per la Sierra Leone. Sono stati registrati miglioramenti significativi per quanto riguarda lo stato di diritto ed il rispetto per i diritti umani in tutto il paese e le due tornate elettorali, del 2002 e del 2007, sono state riconosciute come libere e democratiche dalla comunità internazionale.




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