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23 gennaio 2009
GINEVRA – L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha espresso oggi crescente preoccupazione per la situazione umanitaria dei quasi 2000 migranti, fra i quali molti richiedenti asilo, attualmente ospitati nel Centro di primo soccorso ed accoglienza di Lampedusa in condizioni di estremo sovraffollamento. Il centro di accoglienza ha una capienza massima di 850 posti e non è in grado di ospitare un così alto numero di persone. Pertanto, centinaia di soggiornanti sono costretti a dormire all’addiaccio sotto teli di plastica come unico riparo. In queste condizioni non possono essere garantiti adeguati standard di accoglienza.
Il centro di Lampedusa è stato realizzato per fornire alloggio temporaneo ai migranti e richiedenti asilo soccorsi in mare, in attesa del loro trasferimento presso appositi centri situati nel sud del Paese dove i loro casi venivano presi in esame. Fino ad ora, Lampedusa ha rappresentato un modello di accoglienza per la gestione responsabile dei flussi migratori misti. In base alla procedura seguita, i richiedenti asilo venivano quindi alloggiati in centri aperti e la loro domanda esaminata dalla Commissione territoriale per la determinazione dello status di rifugiato. All’inizio di quest’anno, a seguito delle nuove disposizioni del Ministero dell’Interno, tale iter ha subìto delle modifiche in base alle quali tutti i migranti e i richiedenti asilo giunti sull’isola devono rimanervi in attesa che venga presa una decisione sui loro casi.
Il sovraffollamento che si è venuto a creare sta dando origine ad una situazione umanitaria molto preoccupante che oltretutto ostacola il lavoro dell’UNHCR e delle altre organizzazioni che operano nel centro nel quadro di un progetto finanziato dal Ministero dell’Interno e dalla Commissione Europea.
“Negli ultimi anni l’UNHCR ha lavorato in stretta collaborazione con le autorità italiane per migliorare il sistema di gestione dei flussi misti di richiedenti asilo e di migranti che raggiungono Lampedusa via mare.” ha affermato Pirkko Kourula, Direttore dell’ufficio per l’Europa dell’UNHCR. “Esortiamo le autorità italiane a fare tutto il necessario per risolvere la difficile situazione umanitaria che si è creata a Lampedusa,” ha aggiunto Kourula.
I dati disponibili mostrano che molti di coloro arrivati via mare nel 2008 provengono da Somalia ed Eritrea. In base alle stime preliminari per il 2008, circa il 75% delle persone arrivate in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e a circa il 50% di loro è stato riconosciuto lo status di rifugiato o un altro tipo di protezione. Questo dimostra che il Mar Mediterraneo è decisamente una “via dell’asilo” per molte persone che fuggono da violenze, guerre e persecuzioni.
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