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14 aprile 2003
ROMA - Il Rappresentante in Italia dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) Augustine Mahiga ha oggi tenuto un'audizione presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati sulle proposte di legge in materia di asilo e protezione umanitaria, attualmente in discussione al Parlamento italiano.
L'Italia è oggi l'unico paese dell'Unione Europea a non disporre ancora di una legge organica sull'asilo, materia regolamentata frammentariamente in testi diversi, l'ultimo dei quali - la legge 189/2002, la cosiddetta "Bossi-Fini" - contiene disposizioni in materia d'asilo solo in due dei suoi articoli. Tale carenza legislativa comporta incertezza e difficoltà pratiche sia per i cittadini stranieri che chiedono protezione in Italia, sia per i rifugiati riconosciuti e sia per gli operatori del settore.
L'UNHCR ha pertanto accolto con particolare soddisfazione la decisione di inserire nell'ordine del giorno della I Commissione della Camera la discussione delle proposte di legge in materia d'asilo e protezione umanitaria. È ulteriore motivo di soddisfazione che le due proposte - benché provenienti da parlamentari appartenenti sia alla maggioranza che all'opposizione - siano particolarmente simili, a testimonianza di una generale convergenza di vedute in materia d'asilo e protezione umanitaria da parte dei diversi schieramenti politici.
Tra le varie questioni discusse, Mahiga ha sottolineato come la decisione di decentralizzare e pluralizzare gli organi competenti a decidere sulle domande d'asilo - già prevista dalla "Bossi-Fini" - dovrebbe permettere un più efficace esame delle domande d'asilo. In particolare, le domande verrebbero esaminate da Commissioni Territoriali - alle quali parteciperebbe a pieno titolo un rappresentante dell'UNHCR - distribuite in particolari punti del territorio e coordinate da una Commissione Centrale.
Mahiga ha inoltre particolarmente apprezzato la previsione di forme sussidiarie di protezione - la protezione temporanea e la protezione umanitaria - per quanti non avranno i requisiti necessari per il riconoscimento del diritto d'asilo, ma che saranno impossibilitati per motivi di sicurezza a rientrare nel proprio paese d'origine.
Secondo Mahiga, invece la procedura di pre-esame prevista dalle proposte è eccessivamente complessa e lunga, e sarebbe quindi auspicabile ammettere direttamente i richiedenti asilo alla procedura di determinazione dello status di rifugiato.
Le proposte andrebbero inoltre riviste nella parte relativa all'assistenza dei richiedenti asilo, prevedendo l'inserimento del Programma Nazionale Asilo (PNA), programma varato nel 2001 da UNHCR, Ministero dell'Interno e Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) per costituire una rete di accoglienza e assistenza in favore di richiedenti asilo e rifugiati riconosciuti, e successivamente istituzionalizzato dalla legge "Bossi-Fini".
Nell'ultimo decennio la situazione dell'asilo in Italia è mutata drasticamente riflettendo nuovi rapporti internazionali e nuove realtà giuridiche. Attualmente i rifugiati in Italia sono circa 10mila, cifra che non include i minori, i rifugiati riconosciuti prima del 1990 e coloro che hanno ottenuto la protezione umanitaria. Nel 2002 in Italia sono state presentate oltre 7mila domande d'asilo, la maggior parte delle quali provenienti da cittadini di Sri Lanka, Iraq e Repubblica Federale di Jugoslavia.
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