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8 giugno 2006
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha oggi rivolto un plauso all’equipaggio della MS Nordaam, una nave da crociera olandese della compagnia Holland America Line, per il soccorso di 22 persone la cui imbarcazione era affondata nel Mar Egeo.
Ieri la nave stava viaggiando dalla città greca di Pireo al porto turco di Kusadasi quando, al largo dell’isola greca di Samos, l’equipaggio ha notato diverse persone in mare. La MS Nordaam è riuscita a soccorrere 22 persone originarie di vari paesi, tra cui Somalia ed Iraq. Tra le persone salvate vi era almeno un richiedente asilo. Purtroppo un bambino è annegato prima che il gruppo potesse essere soccorso. Il gruppo è sbarcato oggi nel porto turco di Kusadasi.
“Vogliamo elogiare il comandante e l’equipaggio della MS Nordaam per la loro azione umanitaria e per aver agito nel rispetto del diritto e delle consuetudini internazionali” ha dichiarato oggi l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres, dalla sede internazionale dell’Agenzia a Ginevra. “Siamo grati anche al governo della Turchia per aver accolto queste persone”.
“Questo incidente evidenzia l’urgente necessità di una cooperazione tra gli stati per prevenire queste tragedie, che si verificano quasi quotidianamente nel Mediterraneo e in altri mari, quando persone ricorrono a mezzi disperati per cercare una vita migliore o asilo” ha aggiunto l’Alto Commissario.
L’UNHCR sta agendo in stretta collaborazione con l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) e altre Agenzie dell’ONU interessate, per preservare l’integrità del regime internazionale di ricerca e soccorso, in modo da poter fornire sostegno e indicazioni ai comandanti delle navi che giungono in aiuto di rifugiati e richiedenti asilo che si trovano in difficoltà in mare.
In base al diritto internazionale, i comandanti hanno l’obbligo di soccorrere ogni persona che si trovi in pericolo in mare. Le persone soccorse in mare dovrebbero essere sbarcate nel porto più vicino, dove dovrebbero essere ammesse, almeno su base temporanea. In un momento in cui ai comandanti viene costantemente richiesto di aumentare l’efficienza e di diminuire i costi, resta di vitale importanza che essi continuino a trovare il tempo e la possibilità di soccorrere le persone in pericolo, che si tratti di rifugiati o di qualsiasi altra persona in difficoltà.
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