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7 agosto 2001
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Ruud Lubbers ha richiesto un maggiore impegno internazionale per fermare l'ondata di spostamenti forzati di popolazione causati dal conflitto nella Repubblica ex jugoslava di Macedonia (FYROM), nella quale circa 120mila persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case.
In due lettere, inviate venerdì, contemporaneamente al Segretario Generale della Nato, Lord Robertson, e all'Alto Rappresentante dell'Unione Europea per la politica estera e di sicurezza comune, Javier Solana, Lubbers ha scritto che è necessario un impegno congiunto da parte della comunità internazionale per infondere la sicurezza necessaria affinché le popolazioni civili fuggite possano far ritorno alle proprie case.
Lubbers ha citato la necessità di una più forte presenza del monitoraggio internazionale nelle aree colpite dal conflitto, la necessità di una forza di polizia multietnica, la ricostruzione di case e la bonifica del territorio dalle mine e da altri ordigni inesplosi. Ha affermato che l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta lavorando con il Governo macedone per il rilascio di documenti di cittadinanza e di identità. Ha inoltre ribadito che l'Agenzia sta già fornendo alloggi di emergenza a coloro che rientrano e che tale attività resta legata al raggiungimento di un adeguato livello di sicurezza.
L'Alto Commissario ha inoltre sottolineato che il "problema sicurezza" deve essere risolto per tutti i cittadini macedoni e ha evidenziato che devono essere prese iniziative per permettere ai macedoni di etnia slava, fuggiti da aree a maggioranza albanese, di poter tornare alle proprie case in condizioni di sicurezza. Mentre i macedoni di etnia albanese costituiscono complessivamente una minoranza in Macedonia, in molte aree del nord del paese, sono i macedoni di etnia slava ad essere in minoranza.
Lubbers ha avvertito che il protrarsi di questa situazione derivante dagli spostamenti forzati delle comunità etniche della Macedonia potrebbe minacciare la possibilità del ritorno e della riconciliazione. "Noi crediamo" ha scritto Lubbers "che più a lungo i rifugiati e gli sfollati resteranno lontani dalla proprie case, più essi radicalizzeranno le loro posizioni e più le divisioni etniche nel paese diventeranno profonde".
L'UNHCR ha ripetutamente fatto appello a entrambe le parti in conflitto a garantire la libertà di movimento delle popolazioni e ad assicurare pari diritti alle comunità etniche della Macedonia nel ricevere assistenza umanitaria.