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7 dicembre 2011

APERTURA DELLA STORICA CONFERENZA DI GINEVRA SU MIGRAZIONE FORZATA E APOLIDIA

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GINEVRA, 7 dicembre (UNHCR) - L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres ha aperto oggi la più imponente conferenza di questo genere nei 60 anni di storia dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). E nel suo intervento ha lanciato un appello affinché sia rafforzato con urgenza il sistema internazionale per gestire la situazione di milioni di migranti forzati e apolidi di tutto il mondo. 
 
Nel discorso di apertura del meeting ministeriale in corso presso il Palais des Nations di Ginevra, Guterres ha messo in guardia sul fatto che il succedersi di crisi politiche e la depressione economica globale stanno contribuendo a creare un ambiente notevolmente più arduo per la protezione delle persone costrette ad abbandonare le proprie case. L'Alto Commissario poi non ha risparmiato critiche a coloro che cavalcano l'incertezza e l'ansia predominanti per promuovere sentimenti di xenofobia. 
 
Politici populisti ed esponenti irresponsabili dei media sfruttano timore e insicurezza per additare gli stranieri come capo espiatorio, per cercare di imporre l'adozione di politiche restrittive e per diffondere sentimenti razzisti e xenofobi ha affermato Guterres, esortando governi e movimenti politici e sociali ad essere più coraggiosi nel contrastare l'intolleranza. I rifugiati non sono una minaccia alla sicurezza, ma le prime vittime dell'insicurezza ha aggiunto. 
 
L'Agenzia ONU per i Rifugiati è stata istituita nel dicembre 1950, inizialmente in risposta agli esodi avvenuti in Europa all'indomani della Seconda Guerra Mondiale. La Convenzione sui rifugiati del 1951 giunse alcuni mesi più tardi, diventando da allora uno dei più riconosciuti strumenti internazionali di diritti umani, grazie al quale è possibile salvare la vita di milioni di rifugiati. 
 
Nel frattempo l'attività dell'UNHCR si è estesa fino a includere le persone apolidi e parte dei milioni di sfollati interni. All'inizio di quest'anno la popolazione di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni a causa di conflitti era costituita da 43,7 milioni di persone. È più difficile calcolare con esattezza il numero degli apolidi, che viene stimato in almeno 12 milioni di persone. 
 
L'Alto Commissario ha poi proseguito elencando quattro sfide che ostacolano la possibilità di garantire il livello di protezione cui la Convenzione sui rifugiati aspira: il fallimento degli stati nell'onorare gli obblighi che derivano loro dalla Convenzione; oneri eccessivi per i paesi in via di sviluppo, che accolgono l'80% dei rifugiati di tutto il mondo; i milioni di rifugiati che per lungo tempo restano bloccati in tale condizione; gli effetti di fattori come la crescita della popolazione, l'insicurezza relativa a cibo e acqua, che rendono ancora più complessa la situazione. Guterres ha poi ribadito che il cambiamento climatico sta sempre più estremizzando altri agenti di migrazioni forzate. 
 
Un numero sempre crescente di persone viene sradicato a causa di catastrofi naturali o non riesce più a sostentarsi per la desertificazione. E i mutamenti del clima adesso vengono riconosciuti come il fattore chiave per l'accelerazione di tutti gli altri fattori che innescano gli spostamenti forzati di popolazione ha proseguito l'Alto Commissario. Queste persone non possono considerarsi migranti in senso stretto, poiché non si spostano volontariamente. Ma in quanto migranti forzati che non rientrano neppure nel regime di protezione dei rifugiati, vengono a trovarsi in un vuoto giuridico. Così, mentre la natura degli spostamenti forzati si evolve rapidamente, la risposta della comunità internazionale non riesce a tenerne il passo.  
 
L'Alto Commissario ha poi esortato gli stati a considerare le modalità per rafforzare i propri meccanismi di protezione in favore di migranti forzati e apolidi. E ha annunciato l'impegno da parte dell'UNHCR a fare di più per contrastare la violenza basata sul genere, con un'attenzione particolare alle donne e alle ragazze che rientrano nella competenza dell'Agenzia. 
 
Quello che chiedo oggi non è una nuova convenzione, non è l'estensione del mandato per l'UNHCR, ha proseguito l'Alto Commissario. Quello che chiedo a tutti noi è di assumere la responsabilità dei nostri doveri condivisi. Di aprire la strada a risposte innovative che contribuiranno a proteggere le persone bisognose, a promuovere la coesione sociale all'interno della società e a rafforzare la pace e la sicurezza a livello globale. 
 
Nel corso dei due giorni di conferenza ministeriale si prevede da parte di diversi governi l'annuncio di impegni per raggiungere migliori standard di protezione - a livello nazionale e internazionale - in favore di migranti forzati e apolidi. Nella giornata di oggi è prevista inoltre l'adesione formale di diversi paesi a una delle convenzioni sull'apolidia. Domani sarà emesso un comunicato conclusivo. 
 
Partecipano al meeting rappresentanti di quasi 150 paesi, tra cui il Segretario di Stato USA Hillary Rodham Clinton e circa 70 altri funzionari governativi di livello ministeriale. La conferenza rappresenta il culmine del pluriennale impegno politico e diplomatico dell'UNHCR mirato a ottenere un rinnovato sostegno e nuovo impulso in favore dei trattati giuridici fondamentali che consentono all'Agenzia di garantire protezione e assistenza a rifugiati e apolidi in tutto il mondo. 
 
In un anno di commemorazioni, l'UNHCR ha celebrato importanti ricorrenze di due trattati: il 60esimo anniversario della Convenzione relativa allo status dei rifugiati e il 50esimo della Convenzione sulla riduzione dell'apolidia. Nel dicembre dello scorso anno l'Agenzia aveva celebrato il proprio 60esimo anniversario. 



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