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19 novembre 2008
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
Ministero degli Esteri dell’Afghanistan e UNHCR
KABUL, Afghanistan – Il governo afghano e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) hanno preso oggi l’impegno di incrementare gli sforzi in favore del ritorno a casa dei rifugiati e degli sfollati nell’ambito della Strategia di Sviluppo Nazionale per l’Afghanistan (ANDS).
“Il ritorno a casa degli afghani rappresenta uno dei programmi di rimpatrio volontario più vasto e di maggior successo delle ultime decadi,” ha detto oggi a Kabul il Ministro degli Esteri afghano Rangin Dadfar Spanta aprendo la Conferenza Internazionale sul Ritorno e sulla Reintegrazione dei Rifugiati Afghani.
“Il ritorno, da solo, non basta. Deve essere accompagnato da misure di reintegrazione efficaci, rese possibili da condizioni che promuovano il benessere socio-economico dei rifugiati,” ha aggiunto. “C’è bisogno di uno sforzo maggiore per garantire ai rimpatriati i servizi di base, come l’accesso alla terra, all’acqua, all’alloggio, all’educazione generale, ai servizi sanitari, all’elettricità. Inoltre, non smetteremo mai di sottolineare l’importanza dell’agevolazione all’offerta di lavoro per permettere ai rimpatriati di rendersi autosufficienti.”
Dal 2002 sono tornati a casa più di 5 milioni di rifugiati afghani, il 20% della popolazione afgana. La maggior parte di essi è potuta tornare ai loro luoghi di origine, ma i rimpatri più recenti stanno incontrando maggiori difficoltà allorché il livello di assorbimento del paese raggiunge i propri limiti. Alcuni afghani – compresi 30.000 rimpatriati che sono ospitati in tendopoli nella regione orientale del paese – non possono tornare a casa per la mancanza di condizioni di sicurezza, per la scarsità di terra, alloggio, servizi di base ed opportunità di lavoro. Queste sfide sono poi aggravate dalla crisi dei prezzi delle derrate alimentari e da una grave carestia che hanno costretto migliaia di famiglie disperate a fuggire in altri distretti o nei vicini Iran e Pakistan.
L’Alto Commissario António Guterres, co-presidente della conferenza, si è unito al governo afghano nei ringraziamenti a Iran e Pakistan per aver accolto milioni di rifugiati afghani nel corso degli ultimi 30 anni. “Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con le nostre controparti nei tre paesi per assicurare che il rimpatrio avvenga in condizioni di sicurezza e dignità,” ha detto. “Il diritto di scegliere liberamente, dopo essere stati opportunamente informati, rappresenta la garanzia di rimpatrio sostenibile migliore e più pratica. Dopo tutto, trasformare rifugiati stabili in un paese in sfollati all’interno del loro non è chiaramente nell’interesse di nessuno.”
Durante la conferenza il Ministro afghano per i Rifugiati ed il Rimpatrio ha presentato un documento di bilancio sulla Strategia di Settore per i Rifugiati, Rimpatriati e Sfollati Interni nel quadro della Strategia di Sviluppo Nazionale per l’Afghanistan (ANDS). Il documento si basa su tre possibili scenari per il periodo 2009-2013, con proiezioni per i rimpatri che variano da 400.000 a 1 milione di persone a seconda della situazione in Afghanistan e nei paesi confinanti. Sottolinea la necessità di incrementare gli sforzi per aiutare i rimpatriati a reintegrarsi nel corso dei prossimi cinque anni, prestando particolare attenzione ad agricoltura, alloggi, acqua, servizi sanitari, scuola, assistenza medica e mezzi di sostentamento, con costi previsti che superano i 500 milioni di dollari.