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9 maggio 2008
GINEVRA – L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) lancia l'allarme sui fondi disponibili per le proprie operazioni a favore dei rifugiati e degli sfollati iracheni. A fronte di finanziamenti insufficienti ed in mancanza di un sostegno aggiuntivo da parte dei governi donatori, l'Agenzia potrebbe essere costretta a ridurre o addirittura a sospendere alcuni dei programmi di assistenza volti ad aiutare centinaia di migliaia di iracheni.
Nel corso di un incontro con i governi donatori nella sede dell'UNHCR a Ginevra, i funzionari dell'Agenzia hanno spiegato che sono 127 i milioni di dollari che mancano dal bilancio per l'Iraq per il 2008.
“Non saremo in grado di aiutare centinaia di migliaia di rifugiati e sfollati iracheni particolarmente vulnerabili se non riceveremo ulteriori finanziamenti che coprano il resto dell'anno”, ha dichiarato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Antonio Guterres. “In mancanza di questo sostegno, la crisi umanitaria che stiamo fronteggiando da due anni potrebbe addirittura peggiorare”.
A gennaio l'UNHCR ha lanciato un appello per la raccolta di 261 milioni di dollari per le operazioni a favore dei 4,7 milioni di persone costrette a fuggire dalle proprie case a causa del conflitto in Iraq. Finora l'Agenzia ha ricevuto 134 milioni di dollari, una cifra insufficiente a coprire i programmi di assistenza diretta per molti degli sfollati interni iracheni e dei rifugiati fuggiti in altri paesi della regione come la Siria, la Giordania, l'Iran, l'Egitto, il Libano e la Turchia. L'UNHCR si occupa inoltre di circa 41mila rifugiati non iracheni presenti nel paese mesopotamico e provenienti dalla Palestina, dall'Iran, dalla Turchia e da altri stati.
La maggior parte dei rifugiati fuggiti dall'Iraq si trovano in Siria ed in Giordania, dove vivono in zone urbane come le capitali Damasco ed Amman. I più vulnerabili tra loro ricevono cure mediche, alimenti e assistenza finanziaria diretta dall'Agenzia. Nel corso del mese di aprile più di 128mila rifugiati iracheni residenti in Siria hanno ricevuto assistenza alimentare e quasi 40mila hanno beneficiato di cure mediche sovvenzionate. Molti rifugiati stanno finendo i propri risparmi ed incontrano difficoltà sempre maggiori a sopravvivere in un contesto regionale in cui i prezzi dei beni alimentari crescono in maniera drammatica. Oltre a consegnare somme di denaro direttamente ad alcuni dei rifugiati più vulnerabili, l'UNHCR sostiene i governi della regione che incontrano enormi difficoltà nel far fronte al numero enorme di iracheni, che ha messo sotto pressione le risorse e le infrastrutture locali, tra cui scuole e sistemi sanitari.
Ad oggi l'UNHCR ha effettuato la registrazione di più di 280mila iracheni rifugiatisi negli stati vicini; ha fornito assistenza medica a circa 250mila persone ed un sostegno all'istruzione che ha permesso a circa 72mila bambini iracheni di frequentare la scuola in Siria, Giordania ed in altri paesi. L'Agenzia si è prefissa l'obiettivo di far iscrivere a scuola altri 70mila bambini rifugiati entro la fine dell'anno, ma, a fronte di finanziamenti insufficienti, molti di loro potrebbero non avere accesso all'istruzione. In Egitto ed in Libano, dove la maggior parte dei bambini iracheni frequenta le scuole private, più di 4mila scolari non riceveranno più dall'UNHCR il bonus per l'istruzione grazie al quale hanno potuto proseguire i propri studi nel 2007.
Se non arriveranno nuovi fondi, i programmi sanitari per gli iracheni potrebbero subìre una riduzione drastica e la fornitura di alcuni interventi medici specialistici potrebbe essere sospesa del tutto. A partire da agosto, l'UNHCR non potrà garantire tutti i bisogni sanitari di base degli iracheni e molte persone affette da gravi patologie croniche non riceveranno le cure mediche mensili. Da gennaio ad oggi 150mila iracheni rifugiatisi in Siria e quasi 19mila residenti in Giordania hanno ricevuto un'assistenza sanitaria di base. Data l'ormai grave inadeguatezza delle strutture mediche in Iraq e la scarsa disponibilità di medici, un numero sempre maggiore di iracheni si sta riversando all'estero in cerca di cure mediche.
I programmi di distribuzione alimentare in Siria ed in Giordania, che hanno garantito la sopravvivenza di 150mila rifugiati nel 2007 e nei primi mesi del 2008, potrebbero essere tagliati, spingendo nella povertà più estrema molti iracheni e facendo aumentare le probabilità che crescano i tassi di malnutrizione ed il numero di bambini costretti a lavorare.
Omar, un rifugiato 69enne fuggito da Baghdad, afferma che morirà di una “lenta agonia” se verranno interrotti i programmi di assistenza. Omar e la sua famiglia dipendono dall'assistenza alimentare e sanitaria da quando sono arrivati in Siria, nel 2006, e pagano l'affitto solo grazie alle rimesse inviate dall'Iraq, che, sostiene questo rifugiato, sono “l'unico modo che abbiamo di sopravvivere”.
La crisi di bilancio per le operazioni a favore dei rifugiati e degli sfollati iracheni giunge in un momento in cui i costi del carburante, degli alimenti e degli affitti sono cresciuti esponenzialmente. A novembre 2007 il 5 percento dei rifugiati iracheni intervistati nel corso di un sondaggio realizzato per l'UNHCR da IPSOS Market Research ha affermato di vivere con meno di 100 dollari al mese. A marzo 2008 questa percentuale era salita al 20 percento.
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