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3 giugno 2009
GINEVRA, 3 giugno 2009 - L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha espresso oggi preoccupazione per il ritorno in Burundi di un vasto numero di rifugiati provenienti dal campo di Kigeme in Rwanda. Non se ne conosce il numero preciso, ma si stima che siano più di 400. Il rimpatrio è avvenuto martedì 2 giugno.
L’UNHCR riconosce gli sviluppi positivi della situazione in Burundi ed il fatto che la maggioranza dei rifugiati burundesi non ha alcuna preoccupazione che gli impedisca di tornare a casa. Da quando sono iniziate le operazioni di rimpatrio volontario nel 2002, quasi 480.000 rifugiati burundesi sono rimpatriati volontariamente dai paesi confinanti in condizioni di dignità e sicurezza.
Ad aprile Rwanda, Burundi e UNHCR hanno congiuntamente deciso di rilanciare campagne di sensibilizzazione e di informare i circa 2.000 rifugiati burundesi rimasti nel campo di Kigeme sull’assistenza disponibile per il rimpatrio. Dal 18 maggio 2009, più di 1.500 di questi hanno optato per il rimpatrio volontario.
L’UNHCR esprime disapprovazione nel constatare come, contrariamente all’accordo raggiunto durante la recente sessione della Commissione Tripartita, ai rifugiati del campo di Kigeme non è stata offerta alcun’altra possibilità se non quella del rimpatrio immediato. Molti di coloro che sono stati obbligati a rimpatriare lo avrebbero fatto volontariamente ma nei tempi dovuti per organizzarsi, considerando i tanti anni passati in esilio e il forte legame ormai stabilito con il Rwanda. Per alcuni rifugiati il rimpatrio potrebbe non rappresentare la soluzione più adeguata.
Il rimpatrio dei rifugiati non dovrebbe mai essere forzato. L’uso della forza e della violenza per costringere al rimpatrio è inaccettabile.
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