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L'UNHCR a Lampedusa e in Sicilia


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Dal 1° marzo 2006 l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite (UNHCR) insieme ai partner Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM/IOM) e Croce Rossa Italiana (CRI) ha stabilito una presenza fissa nel Centro di Primo Soccorso e Accoglienza di Lampedusa d'intesa con il Ministero dell'Interno. Il progetto, denominato PRAESIDIUM è stato co-finanziato inizialmente dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’Interno e dal 2009 soltanto da quest’ultimo. Praesidium mira al rafforzamento delle capacità di accoglienza e dei servizi per coloro che arrivano a Lampedusa nel contesto dei cosiddetti "flussi migratori misti" secondo l’approccio multi-agenzia che caratterizza il Progetto. Le attività dell'UNHCR sono, in modo particolare, rivolte alle persone in fuga da persecuzioni, violazioni dei diritti umani e conflitti armati, al fine di informarle sulla procedura di asilo italiana. Nella seconda edizione di questo progetto, partito nel marzo 2007, le attività del progetto sono state estese a tutta la Sicilia e, dal marzo 2008, anche alla Puglia, alla Calabria ed alla Sardegna, tramite dei team mobili. Dal 2008 è inoltre subentrato, come nuovo partner del progetto, Save the Children Italia, con il compito di occuparsi dei minori, in particolare dei minori non accompagnati.

I team, normalmente formati da un operatore e un mediatore culturale, oltre ad intervenire al momento dello sbarco dei migranti e richiedenti asilo, offrono anche assistenza agli ospiti nei vari centri di accoglienza. Le principali attività del progetto consistono nel fornire informazioni e consulenza legale ai nuovi arrivati, nell’individuazione delle persone vulnerabili e nella formazione degli operatori dei centri. 

Lampedusa e la Sicilia sono i punti chiave di ingresso in Italia per i potenziali richiedenti asilo.

 

Qualche cifra (al 31 luglio 2011):

• Dal 26 marzo 2011 sono giunte dalla Libia circa 23.000 persone;

• Si tratta prevalentemente di persone provenienti dall’Africa sub-sahariana e dal Corno d’Africa;

• Va ricordato che coloro che sono sbarcati sulle coste meridionali del nostro paese rappresentano meno del 2% del totale delle persone fuggite dalla Libia che ammontano ad oltre un milione e 300mila e che si sono riversati nei paesi confinanti, principalmente Egitto e Tunisia. Paesi che, pur attraversando una fase di delicata transizione, hanno lasciato aperte le loro frontiere, ottemperando agli obblighi internazionali;

• L’UNHCR stima che da fine marzo almeno 1.500 persone siano decedute nel Mediterraneo nel tentativo di giungere in Italia dalla Libia.  

 

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