
25 novembre 2008
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è pronto a dare inizio al trasferimento volontario degli sfollati congolesi che si trovano in una situazione precaria nei campi di Kibati, a nord di Goma, la capitale della martoriata Provincia di Nord Kivu nella Repubblica Democratica del Congo. I primi trasferimenti riguarderanno le persone più vulnerabili, come bambini, malati e anziani, che saranno inizialmente spostati in quattro campi pre-esistenti nella periferia occidentale di Goma (Buhimba, Bulengo, Mugunga I e II) dove sono stati allestiti alloggi addizionali e dove tutti i servizi sono già in funzione. La decisione finale sull’inizio dei trasferimenti sarà presa questo pomeriggio a Goma, insieme a tutti i partner che parteciperanno all’operazione.
Decine di migliaia di sfollati civili congolesi nei campi di Kibati sono in una situazione di estremo pericolo poiché le parti in causa nel conflitto sono in prossimità dei campi. L’UNHCR teme che la popolazione civile, in una situazione umanitaria già drammatica e disperata, possa trovarsi in mezzo al fuoco incrociato se gli scontri nell’area dovessero riprendere.
Intanto l’UNHCR e i suoi partner hanno accelerato la costruzione del sito di Mugunga III – concentrandosi sulle infrastrutture igieniche di base e sugli alloggi. Il sito si trova su un duro terreno di roccia lavica e le forze di pace delle Nazioni Unite (MONUC) hanno fornito cinque macchine per livellare i terreni duri al fine di accelerare tale operazione nelle aree critiche del sito. I primi 16 centri comuni sono già stati costruiti. L’edificazione di altre strutture essenziali sta procedendo bene.
Insieme ai suoi partner, l’UNHCR si sta anche affrettando a rendere disponibili altri servizi per assicurare che i trasferimenti volontari si svolgano nel modo più fluido possibile. Solo i bambini piccoli e le persone anziane saranno trasferiti con i camion. La maggior parte delle persone percorreranno a piedi i 15 km di distanza. Nel weekend l’UNHCR, con il suo partner GTZ, ha identificato tre aree di sosta lungo il percorso approvato per il trasferimento degli sfollati da Kibati. Il percorso proposto si snoda da Kibati lungo l’asse Rutshuru-Goma attraversando una zona residenziale a ovest di Goma. Poi si immette sulla strada Goma-Sake a circa 5 km da Mugunga III.
Le aree di sosta saranno equipaggiate con acqua, biscotti ad alto contenuto energetico e bagni. Ci saranno il personale medico per curare i malati e anche assistenti sociali per registrare i bambini che dovessero perdersi o separarsi dai genitori lungo la strada. I lavori per le aree di sosta sono in corso. Il personale della missione di pace delle Nazioni Unite (MONUC) sarà dislocato lungo tutti i 15 km di percorso per garantire la sicurezza. Inoltre l’UNHCR sta preparando 5.000 kit d’emergenza da distribuire ai 65.000 sfollati interni attualmente alloggiati a Kibati. Questi kit familiari includono un set da cucina, coperte, materassini, taniche, teli di plastica, zanzariere e una borsa per trasportare gli articoli. Ogni kit è destinato a una famiglia composta da 5 membri, quindi ne beneficeranno in tutto 25.000 persone.
L’UNHCR ha accolto con favore la decisione, presa ieri dalla forza di pace delle Nazioni Unite, di iniziare il prima possibile dei pattugliamenti notturni dentro e intorno ai campi di Kibati. Questa decisione arriva dopo l’incidente fatale dello scorso giovedì notte, quando nel tentativo dei soldati di rapire una ragazza, una donna di 20 anni è stata uccisa da un proiettile vagante. Inoltre i soldati hanno saccheggiato molti rifugi e i locali dove lavoravano gli operatori di diverse organizzazioni non-governative. La decisione del MONUC accrescerà la sicurezza degli sfollati civili congolesi che alloggiano lì e aiuterà a ridare al sito il suo carattere civile. Inoltre l’UNHCR si augura che questa operazione aiuti a contrastare il crescente numero di aggressioni sessuali e di raid a opera di uomini armati, di estorsioni e di saccheggi da parte dei soldati.
L’UNHCR sta incrementando la sua capacità logistica nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Otto veicoli sono stati spostati da Kandahar, Afghanistan, a Goma. Nel weekend altri due camion carichi di coperte e rotoli di teli di plastica sono arrivati dal magazzino d’emergenza regionale di Ngara, in Tanzania.
Nel frattempo nella vicina Provincia di Sud Kivu, l’UNHCR sta progettando di edificare un sito a Minova per le persone sfollate. Secondo le stime, circa 11.000 famiglie sfollate vivono ancora presso famiglie ospitanti, negli edifici scolastici, negli uffici pubblici e nelle chiese. Questi civili congolesi sono fuggiti a causa degli scontri nella Provincia di Nord Kivu. I lavori inizieranno oggi, approfittando della relativa calma e delle migliorate condizioni di sicurezza.
Gli scontri nella Provincia di Nord Kivu si sono intensificati alla fine del 2006. Nel gennaio 2008 hanno portato il numero totale di sfollati interni a oltre 800.000. Da quando gli scontri sono ripresi in agosto, circa 250.000 civili sono fuggiti, molti di loro erano già sfollati.