
28 novembre 2008
Sono iniziati questa mattina i primi trasferimenti volontari degli sfollati civili congolesi dai campi di Kibati, alla periferia nord di Goma, la capitale dell’instabile Provincia del Nord Kivu nell’est della Repubblica Democratica del Congo.
I veicoli dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) trasporteranno il primo gruppo di persone con necessità particolari come disabili, malati cronici, donne incinte e persone anziane – e i loro effetti personali – al campo di Mugunga I – uno dei quattro siti già esistenti per gli sfollati interni. Mugunga I è a ovest di Goma e vicino ad altri tre siti che ospitano sfollati interni (Mugunga II, Buhimba e Bulengo).
I trasferimenti volontari di oggi sono i primi di una serie di spostamenti programmati che avranno luogo durante il weekend. Entro l’inizio della prossima settimana l’UNHCR conta di spostare circa 1.000 persone.
Tutti i trasferimenti saranno seguiti da un’ambulanza con un’equipe medica. Lo staff dell’UNHCR, con le autorità locali e i partner, accoglierà le famiglie di sfollati in arrivo a Mugunga I, dove saranno dati loro un rifugio, assistenza e altri servizi di base. Si uniranno ad altre 25.000 persone sfollate che vivono nel campo già dal 2006. Nel sito sono già attivi servizi come l’acqua potabile, le latrine, un centro medico e un punto di distribuzione per il cibo e per i beni di prima necessità.
Prima dell’inizio dei trasferimenti, gli sfollati sono stati informati del loro carattere volontario e dei rischi che corrono restando a Kibati. Decine di migliaia di civili congolesi sfollati alloggiati nei campi di Kibati si trovano in una situazione precaria visto che le parti in conflitto sono molto vicine ai campi.
Continuano intanto i lavori di costruzione a Mugunga III, il nuovo sito scelto per il trasferimento volontario degli sfollati che faranno a piedi il viaggio da Kibati a Mugunga III. L’UNHCR e i suoi partner stanno lavorando alla costruzione di un centro medico nel sito, come anche di un asilo infantile e di un centro per gli adolescenti. Anche 180 latrine saranno pronte entro la fine della settimana. Il terreno dei 15 alloggi comuni è in fase di livellamento con strati di sabbia per assicurare che la superficie sia piana e morbida.
La missione di pace delle Nazioni Unite in Congo (MONUC) sta continuando a lavorare alle vie d’accesso a Mugunga III e al livellamento di varie aree per edificarvi punti di distribuzione e strade.
Nel frattempo migliaia di rifugiati congolesi sono scappati in Uganda tra mercoledì e giovedì per sfuggire alla ripresa dei combattimenti e ai brutali attacchi ai loro villaggi nella Provincia del Nord Kivu ad opera di uomini armati.
Secondo lo staff dell’UNHCR ad Ishasha, al confine sud-occidentale dell’Uganda, da martedì pomeriggio circa 13.000 rifugiati congolesi avrebbero attraversato il confine dall’area di Rutshuru, nella Provincia del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Solo giovedì ben 10.000 persone sono entrate in Uganda.
I nuovi arrivi fanno salire a 27.000 il numero di civili congolesi che sono fuggiti in Uganda da agosto. Sono tutti in fuga dalle violenze nell’area di Rutshuru.
Il team per le emergenze dell’UNHCR che si trova a Ishasha ha tentato di organizzare il trasferimento dei rifugiati al campo di Nakivale, circa 350 km a est. Un convoglio di 9 autobus e un camion è partito per Nakivale giovedì mattina, trasportando circa 1.000 persone. L’UNHCR spera di riuscire a trasferire altre migliaia di persone oggi.
La maggior parte dei nuovi arrivati a Ishasha ha richiesto alle autorità distrettuali ugandesi e all’UNHCR di essere trasferiti a Nakivale. Alcuni rifugiati, entrati in Uganda più a sud, hanno scelto di rimanere con le famiglie ospitanti perché i loro villaggi sono vicini, a differenza di quelli delle persone che arrivano a Ishasha.
I nuovi arrivati hanno riferito ai team dell’UNHCR di essere fuggiti dai recenti scontri nella zona di Rutshuru, che si trova a circa 70 km a nord di Goma. I rifugiati vengono dalla città di Rutshuru e dai villaggi di Kafeguru, Kiseguru, Kiwanga e Kinyandonge. Molti hanno detto di aver assistito ad atrocità sconvolgenti quando i loro villaggi sono stati attaccati.
Con gli ultimi afflussi, l’Uganda ospita ora più di 150.000 rifugiati, tra cui 50.000 congolesi. Gli altri rifugiati vengono da Etiopia, Eritrea, Kenya, Rwanda, Somalia e Sudan.
Gli scontri nella Provincia di Nord Kivu si sono intensificati alla fine del 2006. Nel gennaio 2008 hanno portato il numero totale di sfollati interni nella regione a oltre 800.000. Da quando gli scontri sono ripresi in agosto, circa 250.000 civili sono fuggiti, molti di loro erano già sfollati.