
12 dicembre 2008
GINEVRA – Si è concluso ieri il dibattito internazionale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sulle sfide inmateria di protezione - volto a cercare soluzioni per milioni di cosiddetti “rifugiati in situazioni protratte” - con un appello dell’Alto Commissario António Guterres per la ricerca di soluzioni specifiche ed esaustive alla condizione di quasi 6 milioni di rifugiati intrappolati da anni nel limbo dell’esilio.
Riassumendo i due giorni di dibattito, Guterres ha affermato come la volontà politica rappresenti il prerequisito per la ricercadi soluzioni durevoli. Ha ricordato come i partecipanti abbiano riconosciuto l’unicità di ognuna delle ‘situazioni protratte’ alle quali è necessario trovare soluzioni esaustive usando una miscela adeguata di approcci che comprenda rimpatrio volontario, integrazione locale e reinsediamento in paesi terzi.
I partecipanti hanno sottolineato l’importanza deiprincipi di solidarietà internazionale e di spartizione degli oneri, ha detto Guterres, principi che possono assumere forme differenti, quali l’offerta di luoghi di reinsediamento, la garanzia che rimpatrio volontario e reintegrazione siano sostenibili, il sostegno ad attività di autosufficienza, l’incoraggiamento all’integrazione sul territorio. Complessivamente, tuttavia, il rimpatrio rimane la soluzione preferita laddove attuabile.
“Ci rendiamo conto che non esiste una soluzione unica al problema,” ha dichiarato Guterres. “E’ necessario un approccio comune, ognicaso specifico necessita di un’analisi oggettiva per poter procedere.”
Alcuni paesi che ospitano rifugiati hanno manifestato riserve sulla loro capacità di offrire misure di integrazione locale, ha proseguito Guterres, aggiungendo che queste preoccupazioni sono state compresee riconosciute. Ma questa incapacità non esclude la possibilità di promuovere l’autosufficienza dei rifugiati durante l’esilio come strumento per potenziarele prospettive di rimpatrio o di reinsediamento riuscito in un altro paese. I partecipanti hanno quindi sottolineato l’importanza dell’istruzione, secondaria e professionale, come volano per l’autosufficienza.
Guterres ha ricordato come i partecipanti abbiano approvato pienamente un maggiore uso strategico del reinsediamento e molti partecipanti hanno incoraggiato i paesi di reinsediamento a rendere disponibili più posti. L’UNHCR collaborerà con questi paesi al fine di raggiungere tale obiettivo, rinvigorendo allo stesso tempo le proprie prestazioni.
Secondo Guterres il dibattito tenutosi non deve essere un evento isolato, ma deve condurre ad un processo più ampio ed una serie di iniziative in corso. In accordo con i paesi di asilo, l’UNHCR consulterà ipropri stakeholders per trovare le soluzioni più appropriate, esaustive, e di divisione degli oneri, per situazioni specifiche. Si potrebbero, ad esempio,costituire “Core Groups” in contesti specifici. Saranno inoltre discussi in dettaglio piani di azione e definite strategie comuni, laddove possibile, con i paesi di origine. Gruppi di lavoro valuteranno ciascuna delle tre soluzioni durevoli - rimpatrio, reinsediamento e reintegrazione - per cercare di risolvere le ‘situazioni protratte’. Saranno anche prese in considerazione iniziative regionali.
E’ stato necessario approfondire anche le implicazioni dell’urbanizzazione dei rifugiati, ha detto Guterres. Sono poi sempre di più irifugiati in aree urbane, spesso privi di reti di assistenza o del diritto di rimanere dove si trovano. Molti provengono da aree rurali e saranno in grande difficoltà quando potranno finalmente tornare a casa.