
9 gennaio 2009
L’attraversamento del Golfo di Aden costituisce una via di fuga dalle violenze e dalle persecuzioni in Somalia. Le statistiche definitive per il 2008 dell’ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Yemen evidenziano che lo scorso anno 50.091 persone hanno affrontato il pericoloso viaggio sulle barche degli scafisti per attraversare il Golfo di Aden e almeno 590 di esse sono annegate, mentre altri 359 migranti risultano dispersi.
Queste cifre evidenziano un aumento del 70% degli arrivi rispetto all’anno precedente, durante il quale 29.500 persone avevano affrontato il viaggio con gli scafisti di base in Somalia spesso estremamente brutali nel trattare i passeggeri. Nel 2007 il numero di morti è stato nettamente superiore, cioè 1.400.
Anche nel 2008 sono stati riferiti molti casi di persone percosse a morte durante le traversate, ma la maggior parte delle morti sono avvenute per annegamento dopo che i migranti erano stati costretti a gettarsi in mare nelle pericolose acque al largo della costa yemenita, nel tentativo degli scafisti di evitare di essere intercettati dalle autorità costiere dello Yemen. L’aumento degli arrivi riflette la disperata situazione in Somalia e nel Corno d’Africa, una regione martoriata dalla guerra civile, dall’instabilità politica, dalle carestie e dalla povertà.
L’UNHCR sta rinforzando la sua azione in Yemen cercando di migliorare le condizioni di accoglienza per coloro che riescono a raggiungere la costa e ha anche prodotto campagne di informazione nel Corno d’Africa in cui si spiegano i pericoli a cui si va incontro affidandosi agli scafisti. L’UNHCR e i suoi partner hanno sviluppato anche programmi volti al miglioramento delle condizioni di vita delle persone che hanno bisogno di protezione dal lato africano del golfo, in modo che non siano costrette a rischiare le proprie vite nella traversata verso lo Yemen.