
12 settembre 2008
In base al conteggio dettagliato delle persone sfollate internamente alla Georgia, che è stato completato dalle autorità in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), sono state riviste le statistiche sui movimenti forzati della popolazione legati al conflitto di agosto nella regione autonomista dell’Ossezia del sud. I conteggi mostrano che 192mila persone sono state costrette a lasciare le loro case, compresi 127mila sfollati all’interno della Georgia; 30mila in Ossezia del sud; e altri 35mila nell’Ossezia del nord (Federazione Russa).
Dei 127mila sfollati interni (IDP) in Georgia, finora 68mila sono tornati a casa. L’UNHCR e il governo georgiano stimano che altri 5mila faranno ritorno alle loro abitazioni prima dell’inverno, facendo salire il numero degli sfollati rimpatriati a 73mila.
Riguardo ai restanti 54mila IDP, l’UNHCR prevede che 23mila avranno necessità di un alloggio alternativo per i mesi invernali, ma saranno in grado di tornare a casa durante il 2009, una volta che le loro case saranno di nuovo abitabili. Comunque per gli altri 31mila non si prevede un rientro a casa in un futuro prossimo. Provengono dall’Ossezia del sud (22mila), da aree inaccessibili della cosiddetta zona cuscinetto (8mila) e dall’Abkhazia (1.000). La Georgia ospita già 223mila IDP a causa di conflitti precedenti e con questa nuova popolazione di sfollati nel lungo termine porterà questo numero a un totale di 254mila sfollati interni nel paese.
L’UNHCR e il governo della Georgia stanno cercando di mettere fine al trasferimento spontaneo degli IDP dalla capitale Tiblisi alla sovraffollata tendopoli di Gori, che già ospita circa 2.200 persone. Durante la scorsa settimana, ogni giorno sono arrivati autobus pieni di sfollati alla tendopoli di Gori, che affermavano di preferire una sistemazione nel campo a un’eventuale ricollocamento a Tiblisi.
Nella capitale georgiana le autorità stanno cercando di liberare le scuole trasferendo gli IDP in alloggi alternativi, in modo che l’anno scolastico possa cominciare. Comunque alcuni sfollati rifiutano il trasferimento e partono spontaneamente per Gori, dove molti dei loro parenti e vicini sono alloggiati. La capienza del campo di Gori è esaurita e l’UNHCR preferisce riservare le poche tende rimaste nel campo a IDP che erano stati sistemati presso famiglie che non possono più ospitarli.