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UNHCR - The UN Refugee Agency

PREOCCUPAZIONE DELL’UNHCR PER LA SORTE DI 13 RICHIEDENTI ASILO BLOCCATI SU UNA NAVE AL LARGO DI MALTA

22 ottobre 2004


L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime sempre maggiore preoccupazione per un caso internazionale sviluppatosi nel Mar Mediterraneo, che coinvolge 13 richiedenti asilo bloccati a bordo di una nave mercantile, attualmente ormeggiata in acque internazionali a circa 15 miglia al largo di Malta.

La nave cargo di proprietà tedesca – la ‘Lydia Oldendorff’ – aveva attraccato 13 giorni fa (il 9 ottobre) nel porto calabrese di Gioia Tauro. Al suo arrivo, 13 richiedenti asilo sono stati trovati nascosti in uno dei container scaricati dalla nave. Si tratta di uomini, tra i quali due ragazzi probabilmente di età compresa tra i 13 e i 15 anni, che hanno dichiarato di essere turchi di etnia curda. Dopo essere stati trovati nel container, sarebbero stati condotti in una stazione di polizia a Gioia Tauro, dove avrebbero cercato di inoltrare domanda d’asilo, senza riuscirvi. La polizia ha poi reimbarcato le persone sulla nave, che ha successivamente fatto rotta su Malta.

Nonostante lo scorso 14 ottobre alla nave sia stato consentito l’attracco alla Valletta e di scaricare parte del carico, ai richiedenti asilo non è stato permesso di sbarcare. La prossima destinazione della nave sarebbe dovuta essere la Turchia, il paese di origine dei richiedenti asilo. Rinviare un richiedente asilo nel proprio paese senza aver preso in considerazione la sua domanda d’asilo è una pratica contraria ai principi fondamentali del diritto internazionale dei rifugiati e potrebbe dar vita ad un refoulement, ovvero il respingimento di potenziali rifugiati in un paese in cui la loro vita potrebbe essere a rischio.

Dal 15 ottobre, la nave è ferma in acque internazionali al largo di Malta. I 13 uomini hanno compiuto tre tentativi di inoltrare domanda d’asilo alle autorità maltesi via fax, senza alcun risultato. Inoltre, sembra che questo impasse stia costando alla compagnia una notevole perdita di denaro per la mancata consegna della merce. Lo scorso fine settimana, i proprietari della nave hanno contattato l’ufficio di Berlino dell’UNHCR e, da allora, l’Agenzia ONU per i rifugiati è impegnata in un dialogo sia con le autorità italiane sia con quelle maltesi nel tentativo di sbloccare la situazione.

In base alla normativa dell’Unione Europea, esiste un chiaro percorso per risolvere questa situazione, all’interno della quale l’Italia sembra avere la responsabilità di valutare le 13 domande d’asilo. In base al regolamento Dublino – che all’interno dell’UE definisce lo stato competente ad esaminare una domanda d’asilo - i richiedenti possono essere fatti sbarcare a Malta e poi trasferiti in Italia. In alternativa, il proprietario si è detto disposto a far tornare la propria imbarcazione in Italia, a condizione di ricevere entro 36 ore chiare garanzie da parte delle autorità italiane che ai 13 richiedenti asilo verrà permesso di sbarcare.

L’armatore si è recato a Malta ed ha trascorso la scorsa notte sulla nave. L’UNHCR ha inviato sul luogo un funzionario che sta monitorando da vicino la situazione, oltre a negoziare con le autorità. I 13 richiedenti asilo, le 16 persone che compongono l’equipaggio della nave e i 4 operatori di sicurezza che, a spese dell’armatore, hanno raggiunto la nave dall’Inghilterra vivono in condizioni di sovraffollamento nei limitati spazi della nave destinati al personale. Secondo il proprietario, la situazione a bordo è estremamente tesa e durante la scorsa notte sarebbe ulteriormente peggiorata. Già nei giorni scorsi, quando i 13 hanno appreso la notizia che la nave si stava dirigendo verso la Turchia – paese d’origine dei richiedenti asilo – alcuni di loro hanno minacciato di compiere atti autolesionistici.

L’UNHCR sta esortando le autorità maltesi e soprattutto quelle italiane ad agire secondo le proprie responsabilità nell’ambito del diritto internazionale, senza ulteriori ritardi.