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RD DEL CONGO: CIVILI IN FUGA DAGLI ATTACCHI DELLE FDLR

21 aprile 2009


RD DEL CONGO: CIVILI IN FUGA DAGLI ATTACCHI DELLE FDLR

E’ salito a oltre 100.000, nel corso delle ultime sette settimane, il numero di civili in fuga dai continui attacchi delle cosiddette Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR) nell’area di Lubero, Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Una serie di attacchi coordinati sferrati dal gruppo ribelle contro i civili nei villaggi di Luofu, Kirumba, Kanyabonga e Kayna, vicino a Lubero, 170 km a nord di Goma, ha lasciato una scia di morte e distruzione e ha causato ulteriori fughe.

Secondo le autorità locali le FDLR hanno razziato il villaggio di Loufu vicino a Lubero venerdì scorso, uccidendo sette persone fra cui cinque bambini e dando alle fiamme 255 fattorie. I residenti in preda al panico hanno passato la notte nella boscaglia, mentre altri sono fuggiti nella vicina città di Kirumba. Le FDLR avrebbero circondato la città di Kirumba da domenica scorsa minacciando di invaderla.

Molti degli sfollati nascosti nella foresta non hanno alcuna assistenza. Allo stesso tempo le agenzie umanitarie non riescono a distribuire gli aiuti di emergenza data la natura imprevedibile degli attacchi e  dei movimenti della popolazione. Un altro fattore che accresce l’insicurezza è la tattica delle FDLR di attaccare veicoli commerciali lungo la strada principale da Lubero a Goma a sud, a Beni a nord e al confine con l’Uganda a est.

Le FDLR hanno sferrato i loro attacchi di contro i civili nel Nord Kivu in rappresaglia all’offensiva militare congiunta contro il gruppo ribelle condotta da RD del Congo e il Rwanda il 20 gennaio.

Dopo l’ultima ondata di violenza, l’UNHCR stima che attualmente ci siano oltre un milione e 400mila sfollati nella RD del Congo orientale. Almeno un milione di loro è fuggito dalle case nella sola travagliata provincia del Nord Kivu a causa degli incessanti combattimenti, del vuoto legislativo generale, dei saccheggi, della distruzione di case e campi, degli omicidi e degli stupri. Molte di queste persone sono fuggite più volte e spesso le famiglie sono state separate. Il vuoto legislativo e l’insicurezza continuano a ostacolare le operazioni di aiuto, come anche l’entità dei movimenti forzati nella RD del Congo orientale.

Dal peggioramento della situazione nel Nord Kivu a metà del 2007, l’UNHCR ha inviato numerosi team e ha innalzato e gestito campi per sfollati avviandone il coordinamento e la gestione. Attualmente gestisce 11 di questi siti per sfollati nella RD del Congo orientale. Gli sforzi per dare assistenza includono la costruzione di nuovi campi, la registrazione della popolazione di sfollati, la distribuzione di aiuti come coperte, teli di plastica, taniche, sapone, legna da ardere e altri articoli. I team dell’UNHCR continuano inoltre il monitoraggio della situazione dei diritti umani della popolazione sfollata a rischio nella RD del Congo orientale.