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GEORGIA: MISSIONE DELL’ALTO COMMISSARIO

19 agosto 2008


GEORGIA: MISSIONE DELL’ALTO COMMISSARIO

Guterres incontrerà le autorità georgiane e russe per discutere degli ulteriori aiuti di cui potrebbero aver bisogno. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres è arrivato questa mattina nella capitale georgiana di Tblisi per una missione di quattro giorni in Georgia e nella Federazione Russa. La sua missione consisterà nel monitorare le operazioni umanitarie dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in entrambi i paesi e nell’incontrare le persone che sono state costrette a fuggire, sia all’interno che al di fuori della regione georgiana autonomista dell’Ossezia del Sud, a causa del conflitto scoppiato dieci giorni fa. Guterres incontrerà le autorità georgiane e russe per discutere degli ulteriori aiuti di cui potrebbero aver bisogno.

L’Alto Commissario continuerà a insistere sulla protezione della popolazione civile, soprattutto di coloro che hanno abbandonato le proprie case negli ultimi giorni, e sull’accesso sicuro e senza ostacoli delle agenzie umanitarie alle zone colpite dal conflitto.

Sempre questa mattina, l’UNHCR ha inviato un volo umanitario a Bitumi, nella Georgia occidentale. Aiuti per più di 50mila persone hanno già raggiunto Tblisi per via aerea, ma i convogli su strada non possono arrivare alla Georgia occidentale, dove circa 15mila sfollati hanno necessità urgente di assistenza umanitaria. Un charter Boeing 707 affittato dall’UNHCR, che trasportava aiuti provenienti dai magazzini di emergenza di Dubai, è atterrato stamattina all’aeroporto di Batumi alle 8:05 ora locale. Il carico comprendeva 200 tende, 15mila coperte, 3mila set da cucina e 6mila taniche.

L’UNHCR ha 6 uffici in Georgia che lavorano per i 220mila rifugiati, sfollati ed apolidi già presenti prima dell’ultimo conflitto e si sta muovendo rapidamente per distribuire gli aiuti. Solo ieri 13 squadre dell’UNHCR, composte da 40 operatori e 13 autocarri, hanno fornito assistenza umanitaria a circa 11mila sfollati interni. Fra gli articoli consegnati ci sono 11mila coperte, 5mila set da cucina e 4.500 taniche. Altre 10 squadre hanno visitato 50 centri di accoglienza collettivi che ospitano alcuni dei nuovi sfollati. In più hanno verificato il numero degli sfollati, le loro necessità e le loro condizioni di vita. In base a queste osservazioni verrà fornita loro assistenza.

Anche una squadra d’emergenza dell’UNHCR, composta da 11 esperti, è stata inviata in Georgia. Questo allargherà lo staff dell’UNHCR in Georgia facendolo arrivare a più di 50 membri.

La situazione in Georgia rimane instabile e imprevedibile. Domenica, un convoglio organizzato dall’UNHCR e dal Programma Alimentare Mondiale (PAM/WFP) è riuscito a entrare nella città di Gori, poco più a sud del confine con l’Ossezia del Sud. E’ stata la prima volta dall’inizio del conflitto, l’8 agosto scorso, che alle agenzie delle Nazioni Unite è stato permesso l’ingresso nella città. L’UNHCR ha consegnato aiuti per circa 1.500 persone, tra cui taniche, set da cucina e coperte. Gli articoli sono stati scaricati in un magazzino e verranno distribuiti dalle autorità locali. Sempre domenica un’altra missione dell’UNHCR, che aveva utilizzato la stessa strada, non era riuscita ad entrare a Gori.

I membri della missione dell’UNHCR a Gori hanno riferito che domenica la città era quasi deserta. Hanno incontrato tra le 50 e le 60 persone riunite al centro della città che aspettavano di ricevere assistenza. Benché i danni agli edifici non sembrassero ingenti, i negozi e le abitazioni mostravano chiari segni di saccheggio.

Dopo che il primo convoglio delle Nazioni Unite ha raggiunto Gori domenica, alcuni cittadini fuggiti dalla città hanno cominciato a pensare di poter tornare. Coloro che sono riusciti a lasciare la città senza essere stati feriti o aver riportato trauma si sono detti impazienti di farvi ritorno il prima possibile, ma hanno detto di aver bisogno di assistenza di base, soprattutto di vestiti. Invece coloro che hanno assistito ad atrocità e hanno perso dei familiari durante i combattimenti sono ancora sotto shock. Hanno paura di tornare in città e vogliono aspettare che le agenzie internazionali abbiano una presenza stabile a Gori.

Le ultime stime sugli sfollati e sui rifugiati relativi a questo conflitto contano più di 158.700 persone. Le stime si basano sulle cifre fornite dai governi della Georgia e della Russia. Si crede che ci siano circa 30mila sfollati all’interno dell’Ossezia del Sud. Inoltre 98mila persone sono sfollate nel resto della Georgia, compresa la gran parte della popolazione di Gori. Funzionari russi nell’Ossezia del Nord sostengono che ci siano ancora circa 30mila persone dell’Ossezia del Sud nella Federazione Russa.

Questa mattina, durante un incontro con il Ministro georgiano per il Reinserimento, Temuri Yakubashvili, l’Alto Commissario Guterres si è appellato alla comunità internazionale affinché mobiliti le sue risorse per portare assistenza umanitaria alla Georgia.

L’UNHCR ha bisogno urgente di ulteriori fondi per assicurare un’assistenza continuativa nel tempo alla popolazione costretta a fuggire dai recenti combattimenti nella regione del Caucaso. La parte destinata all’UNHCR della campagna di raccolta fondi di 58,5milioni di dollari per la crisi in Georgia, lanciata ieri a New York dalle Nazioni Unite, ammonta a 16milioni di dollari per i prossimi sei mesi. Questo potrà coprire le spese per i programmi di protezione e quelli per gli alloggi e l’assistenza dell’UNHCR nella regione, ma sono comunque necessari ulteriori fondi.

L’ufficio dell’UNHCR in Italia ha lanciato una campagna di raccolta fondi a sostegno delle popolazioni coinvolte nel conflitto in corso nel Caucaso.

E’ possibile donare visitando il sito www.unhcr.it, chiamando il numero verde 800 298 000 oppure compilando un bollettino postale (intestato a: UNHCR, n. ccp 298000, causale: ‘Emergenza Georgia – Ossezia’).