
23 giugno 2009
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha rivolto le sue raccomandazioni alla Svezia in vista del suo prossimo semestre di presidenza dell’UE (luglio-dicembre 2009), un periodo molto critico per quanto riguarda le future politiche di asilo dell’Unione Europea. Durante la seconda metà di quest’anno, l’Unione Europea adotterà un nuovo programma pluriennale nel campo della giustizia e degli affari interni che determinerà il corso della legislazione europea e delle politiche sull’asilo dal 2010 al 2014.
L’UNHCR fa appello alla Svezia affinché sfrutti il suo periodo di presidenza per riaffermare l’importanza di un approccio riguardo alla gestione dei confini e al controllo dei movimenti migratori che sia basato sui diritti. Gli eventi più recenti, inclusi i respingimenti da parte dell’Italia di migranti irregolari via mare e l’alta percentuale di voti ricevuti in molti Paesi europei da partiti anti-immigrazione, non fanno che accrescere la preoccupazione sull'impegno europeo per assicurare l’accesso alla protezione.
L’UNHCR promuove il rafforzamento della solidarietà tra gli stati membri dell’Unione Europea per sostenere quegli stati che devono sopportare particolari pressioni a causa dell’arrivo di migranti irregolari o richiedenti asilo e suggerisce una serie di opzioni possibili in questo settore che potrebbero anche comprendere il trasferimento da uno stato all’altro di persone riconosciute come rifugiati. L’UNHCR vuole però sottolineare che questi provvedimenti non dovrebbero andare a pesare sulla solidarietà con Paesi non membri dell'UE che ospitano grandi popolazioni di rifugiati. L’UNHCR chiede che gli sforzi dei Paesi europei per il reinsediamento dei rifugiati siano maggiori e mette in risalto come l’Unione Europea attualmente offra meno del 10% della disponibilità di posti globali per il reinsediamento.
Le raccomandazioni dell’UNHCR pongono l’accento anche sulla necessità di migliorare la qualità e la coerenza delle decisioni riguardo alle richieste d’asilo in tutta l’Unione Europea. La situazione attuale, in cui le domande presentate da persone della stessa nazionalità e con una storia simile ottengono risposte totalmente diverse da un Paese all’altro, mina alla base le premesse stesse di un Sistema di Asilo Comune Europeo. L’UNHCR spera che l’Ufficio Europeo di Supporto all’Asilo, di cui è prevista l’apertura, dia la massima priorità a questa questione.
Sebbene le proposte della Commissione Europea di emendamento alle attuali leggi europee sull’asilo abbiano incontrato notevoli resistenze da parte degli stati membri, l’UNHCR crede che tali emendamenti legislativi siano necessari per colmare le lacune e migliorare gli standard. L’UNHCR sostiene che un'osservazione e valutazione più sistematica della prassi adottata dai vari Paesi europei sia necessaria per individuare le buone prassi così come i difetti.