
26 giugno 2009
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime forte preoccupazione per la spirale di violenza e per l’aggravarsi della crisi che in Somalia sta mettendo in fuga la popolazione. Gli scontri in corso tra le forze governative e i gruppi di opposizione Al-Shabaab and Hisb-ul-Islam, scoppiati lo scorso 7 maggio in alcune aree a nord-ovest della capitale somala Mogadiscio, stanno mietendo una lunga scia di vittime, distruzione e nuovi esodi.
Secondo i rapporti degli ospedali somali locali, oltre 250 civili sono stati uccisi e almeno 900 sono stati feriti solo nell’ultimo mese. Si stima che dall’inizio dei combattimenti a maggio oltre 160.000 persone siano state costrette ad abbandonare le proprie case e a cercare rifugio in altri luoghi della Somalia o nei Paesi vicini. E’ stato stimato che solo tra il 19 e il 22 giugno 26.000 persone siano fuggite da Mogadiscio a causa dei violenti scontri.
La maggior parte degli sfollati circa 49.000, si sono trasferiti nei quartieri più sicuri della città o in insediamenti provvisori per sfollati alla periferia di Mogadiscio, mentre altri 45.000 sono fuggiti nel corridoio di Afgooye, unendosi agli oltre 400.000 già sfollati dal 2007. Altri si sono recati in località più distanti, come il Lower e Middle Shebelle, il Lower Juba, Galgaduud e Gedo. Secondo i partner locali dell’UNHCR, alcuni degli sfollati sono diretti verso i Paesi confinanti. Alcuni dei nuovi sfollati sono famiglie che erano recentemente tornate a Mogadiscio in seguito a un periodo di relativa pace nei primi 4 mesi di quest’anno.
Molti sfollati hanno raccontato di aver dovuto affrontare avversità e sofferenze mentre abbandonavano la capitale somala in guerra. La maggior parte delle persone sta cercando di lasciare la città a bordo di minibus che portano in media 20 persone. Secondo gli sfollati, gli autisti chiedono 250 dollari o più per il trasporto. I partner dell’UNHCR in Somalia hanno parlato con alcuni sfollati ad Afmadow, circa 400 km a sud-ovest di Mogadiscio. Una donna, madre di sei figli, ha detto loro di aver impiegato 9 giorni per arrivare ad Afmadow, poiché gli autisti le hanno prima preso i soldi e poi l’hanno abbandonata con i suoi figli per strada.
Le pessime condizioni di sicurezza hanno fortemente ridotto la distribuzione di aiuti umanitari di cui c’è un disperato bisogno a Mogadiscio e nei dintorni. I partner locali dell’UNHCR, che sono finora stati un’ancora di salvezza per gli sfollati, devono affrontare sempre maggiori problemi di sicurezza per aiutare i bisognosi.
Intanto, nel vicino Kenya, il numero di rifugiati in arrivo continua a crescere. Dall’inizio dell’anno, circa 38.000 nuovi rifugiati sono arrivati in Kenya, praticamente tutti somali. Nel mese di giugno il campo di Dadaab ha accolto 4.104 rifugiati. Attualmente ospita oltre 280.000 persone ed è il complesso per rifugiati più grande del mondo.