
30 giugno 2009
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha accolto con favore la decisione del governo della Tanzania di rinviare il termine per il rimpatrio volontario di circa 36.000 rifugiati del Burundi che vivono nei campi.
Il campo per rifugiati di Mtabila, nel distretto di Kasulu, nella Tanzania nord-occidentale, l’ultimo campo del Paese a ospitare rifugiati del Burundi, doveva chiudere oggi, 30 giugno, poiché era previsto che per questa data tutti i residenti avrebbero fatto ritorno a casa.
Comunque, il 20 giugno – Giornata Mondiale del Rifugiato – il Ministro degli Affari Interni della Tanzania, l’On. Lawrence Masha, ha annunciato che la chiusura sarebbe stata posticipata per dare più tempo ai rifugiati del Burundi, che vivono in Tanzania dagli anni ’90, di tornare nel loro Paese.
Ora i rifugiati avranno la possibilità di organizzare il loro ritorno a casa durante la tradizionale stagione dei rimpatri che dura fino alla fine di settembre.
Il Ministro ha inoltre ribadito che nessun rifugiato sarà costretto a rimpatriare e ha riaffermato l’impegno del suo governo ad attenersi alla legislazione e agli standard internazionali legati alla protezione dei rifugiati.
Il processo di pace in Burundi ha aperto la strada al rimpatrio di una delle popolazioni africane di rifugiati che si trova in questa situazione da maggior tempo. Dal 2002 l’UNHCR ha dato assistenza al rimpatrio volontario di oltre 485.000 rifugiati del Burundi dai Paesi confinanti di Tanzania, RD del Congo e Rwanda.
Negli ultimi 37 anni, il conflitto in Burundi ha scatenato ondate di movimenti forzati di popolazione, rendendo il Paese centrafricano una delle nazioni con il maggior numero di rifugiati nel mondo.
Gli ultimi 36.000 rifugiati nel campo di Mtabila sono fuggiti in Tanzania per sfuggire alle violenze su base etnica che hanno sconvolto il Burundi negli ultimi 16 anni.
Inoltre, ci sono i rifugiati del Burundi arrivati nel 1972 che vivono in tre vecchi insediamenti nelle regioni di Rukwa e Tabora, nella Tanzania occidentale. Con una decisione storica nel 2008, il governo della Tanzania ha dato a questi rifugiati l’opportunità di tornare a casa o di richiedere la cittadinanza tanzanese.
Circa 165.000 di loro hanno optato per la naturalizzazione, mentre altri 55.000 hanno scelto di tornare in Burundi. Di questi, 40.000 sono già rimpatriati con l’aiuto dell’UNHCR e i restanti 15.000 sono in lista per il rimpatrio entro la fine dell’anno.