
10 luglio 2009
Il governo del Pakistan ha annunciato ieri l’avvio della prima delle quattro fasi di un programma per il rimpatrio degli sfollati interni in alcune aree dei distretti di Buner e Swat. I primi rimpatri sono previsti per lunedì 13 luglio e gli sfollati alloggiati nei campi saranno i primi a cui sarà data l’opportunità di tornare a casa.
Oltre 2 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni dall’inizio di maggio, in seguito al conflitto tra forze governative e militanti nei distretti di Swat, Buner e Lower Dir, nella Provincia della Frontiera di Nord Ovest (NWFP). Circa 260.000 sfollati sono alloggiati nei campi dei distretti Mardan, Swabi, Nowshera, Peshawar e Charsadda, mentre la maggior parte delle persone è ospitata da altre famiglie, oppure in case in affitto o in edifici scolastici.
Il governo ha confermato che i rimpatri si svolgeranno in conformità alle recenti linee guida sviluppate da governo, ONU e agenzie partner. Queste linee guida si basano sul principio di rimpatri volontari, sicuri e dignitosi. La volontà degli sfollati di rimpatriare dovrà essere accertata e poi si procederà a stilare una lista di candidati per il rimpatrio presso un “ufficio per le domande di rimpatrio”. Sarà stilata anche una lista di persone più vulnerabili.
Prima di decidere volontariamente per il rimpatrio, gli sfollati interni dovranno avere accesso a informazioni esaurienti sulla situazione di sicurezza nelle loro zone d’origine; l’entità della distruzione verificatasi; e la disponibilità di servizi e infrastrutture di base. In alcune aree del conflitto i danni sono stati ingenti. Un’altra questione importante riguarda la presenza di mine e ordigni inesplosi, che costituiscono una minaccia reale per la popolazione, soprattutto per i bambini. Gli accertamenti congiunti effettuati nelle aree colpite saranno utilizzati per confermare le condizioni per un ritorno sostenibile.
Tutti i princìpi citati sono stati discussi in seno a una Task Force per i Rimpatri presieduta dal governo, che ha indicato chiaramente che agirà in linea con essi.
La Task Force per i Rimpatri stabilita a Peshawar comprende diverse agenzie dell’ONU e organizzazioni umanitarie e lavora seguendo un piano dettagliato che domani sarà presentato anche alle autorità.
Nel frattempo, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e i suoi partner stanno continuando la distribuzione di kit di aiuti alle persone ospitate da famiglie locali o negli edifici scolastici. Dallo scorso 4 giugno, l’UNHCR ha dato assistenza a 34.000 famiglie (221.000 persone) nei distretti di Nowshera, Charsadda e Mardan. La distribuzione di aiuti è quasi completa a Charsadda e Nowshera. A Mardan l’UNHCR prevede di dare assistenza a 62.000 famiglie (4.200 hanno già ricevuto assistenza) che sono alloggiate fuori dai campi, mentre altre agenzie umanitarie forniranno articoli d’emergenza ad altre 42.000 famiglie. Queste attività fanno parte di un programma di distribuzione organizzato congiuntamente tra varie agenzie.