
21 luglio 2009
In Slovacchia è stato aperto un nuovo centro di transito che permetterà a 98 rifugiati palestinesi di lasciare il campo di al-Walid nel deserto vicino al confine tra Iraq e Siria, dove sono bloccati da 6 anni. I rifugiati resteranno nel centro per un massimo di 6 mesi mentre si organizzerà il loro reinsediamento in altri Paesi.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha deciso quest’anno di chiudere tre campi che ospitavano rifugiati palestinesi che volevano lasciare l’Iraq a causa delle durissime condizioni di vita. L’attuale priorità è la chiusura del campo di al-Walid, 10 km all’interno dell’Iraq. Molti Paesi hanno risposto all’appello dell’UNHCR per il reinsediamento di questi rifugiati, ma non riescono a raggiungerli per poter svolgere dei colloqui a causa della grave insicurezza.
Alla fine di maggio c’erano 1.479 rifugiati nel campo di Al Walid, 843 in quello di Al Tanf nella terra di nessuno tra Iraq e Siria, vicino ad Al Walid, e 391 nel campo di Al Hol, nell’Iraq settentrionale. Altri 10.000 rifugiati palestinesi si trovano a Baghdad.
In seguito ai continui attacchi degli iracheni locali, i primi palestinesi, che ora sono ad Al Walid, lasciarono Baghdad nel 2003, ma non furono autorizzati a entrare in Siria. Restarono così nel campo provvisorio nel deserto in condizioni disastrose. Moltissimi Paesi – tra cui Stati Uniti, Cile e molti Paesi europei – hanno accolto il reinsediamento di alcuni rifugiati negli ultimi due anni e l’UNHCR ha l’obiettivo di chiudere tutti e tre i campi entro il 31 dicembre 2009.
L’accordo sul trasferimento umanitario di 98 rifugiati palestinesi dall’Iraq al nuovo centro di transito a Humenne, nel nord-est della Slovacchia, è stato firmato lunedì nella capitale Bratislava da UNHCR, governo slovacco e Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM). I 98 rifugiati dovrebbero arrivare alla fine di agosto per poi spostarsi nei Paesi dove saranno reinsediati.
Il vice direttore del Dipartimento per la Protezione Internazionale dell’UNHCR, Vincent Cochtel, ha ringraziato il governo slovacco per la sua pronta risposta all’appello diramato per liberare i rifugiati dal campo di Al Walid. Il Ministro dell’Interno slovacco Robert Kalinak ha affermato che il suo governo è lieto di poter offrire un “periodo sicuro” a questi rifugiati vulnerabili. Il rappresentante dell’IOM, Argentina Szabados, ha espresso la sua speranza che questo progetto modello possa essere replicato anche da altri Paesi europei.
Si tratta del secondo centro di transito aperto per facilitare il reinsediamento dei rifugiati palestinesi in Iraq. Un altro centro era stato aperto lo scorso anno in Romania e ospita i rifugiati finché il loro reinsediamento non viene finalizzato. Tra l’inizio del 2008 e la fine di maggio 2009, l’UNHCR ha candidato 2.902 rifugiati palestinesi dei tre campi al reinsediamento; di questi, 603 sono già nei Paesi di destinazione e altri 59 sono in attesa in Romania.