
22 settembre 2009
La situazione nella provincia dello Yemen settentrionale di Sa’ada rimane altamente instabile nonostante l’annuncio di una sospensione di due settimane delle operazioni militari in occasione dell’Eid al-Fitr, il termine del Ramadan, e in risposta agli appelli in cui si chiedeva di permettere agli aiuti umanitari di raggiungere gli sfollai e i civili intrappolati in zone di conflitto.
E’ il secondo cessate il fuoco che fallisce in meno di un mese. Alla fine della scorsa settimana si respirava un’aria relativamente tranquilla nella città di Sa’ada, ma nel weekend si sono verificati nuovi scontri in molti quartieri. Durante la breve tregua nei combattimenti, circa 1.600 persone nella città di Sa’ada hanno ricevuto assistenza dall’ONG locale partner dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Le scorte a Sa’ada si stanno esaurendo e per l’UNHCR una delle priorità a cui far fronte resta la creazione di corridoi umanitari per poter trasportare gli aiuti in quest’area.
Nelle province limitrofe l’UNHCR sta dando assistenza agli sfollati interni dentro e fuori dai campi. Ogni giorno arrivano nuove famiglie nel campo di Al Mazraq, nella provincia di Hajjah, che attualmente ospita circa 5.000 sfollati interni. Alcuni di loro devono camminare per giorni interi prima di raggiungere il campo. La popolazione dei campi lotta per sopravvivere alle difficoltà quotidiane e al maltempo. Nel weekend le piogge torrenziali hanno danneggiato oltre 50 tende, lasciando centinaia di famiglie senza un rifugio. Un team dell’UNHCR si è affrettato per riparare o sostituirle. Per fornire una migliore assistenza, l’UNHCR ha stretto una nuova parntnership con Islamic Relief-Yemen (IRY).
In attesa dell’ultimazione dei progetti per il nuovo campo che dovrà sorgere a Khaiwan, nella provincia di Amran, l’UNHCR e i suoi partner continuano a registrare gli sfollati interni fuori dai campi, specialmente quelli che hanno trovato rifugio in scuole e presso famiglie locali. L’UNHCR sta inoltre distribuendo aiuti a circa 2.100 sfollati interni registrati nelle città di Amran e Khamir.