
30 ottobre 2009
GINEVRA – Secondo quanto riportato da organizzazioni partner dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) operanti nello Yemen settentrionale, un numero imprecisato di civili sfollati yemeniti sarebbero rimasti uccisi o feriti nel corso di uno scontro a fuoco avvenuto ieri (29 ottobre) tra le truppe governative e le milizie di Al Houti.
Le vittime fanno parte di un gruppo di circa 500 sfollati che hanno trovato rifugio presso il campo di Al Sam, uno dei due campi ancora esistenti nei sobborghi della martotiata città di Sa’ada.
Secondo informazioni frammentarie, un razzo o un colpo di mortaio avrebbe colpito il campo, uccidendo o ferendo diversi sfollati, tra cui donne e bambini. Già da alcuni giorni le condizioni di sicurezza in quest’area si erano deteriorate.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) apprende con sgomento e tristezza la notizia della perdita di vite umane e dell’uso indiscriminato della forza nei confronti dei civili yemeniti, individui inermi costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. L’UNHCR invita dunque le parti in lotta a rispettare l’incolumità, la sicurezza e i diritti umani della popolazione civile coinvolta nel conflitto.
Con l’inizio del quarto mese di conflitto e la totale assenza di segnali di distensione, l’episodio di ieri accresce l’urgenza degli appelli lanciati dall’UNHCR per un cessate il fuoco e per l’apertura di un corridoio umanitario nello Yemen settentrionale, al fine di permettere ai civili di lasciare le zone interessate dal conflitto ed agli operatori umanitari di offrire soccorso alle migliaia di sfollati che si trovano in questa zona remota del Paese. Resta questa una priorità assoluta per l’UNHCR.
La situazione umanitaria è particolarmente drammatica nella città di Sa’ada, nello Yemen settentrionale, completamente isolata dal resto del mondo. Fin dal mese di agosto l’accesso a Sa’ada è divenuto estremamente difficile, la città è ora assolutamente inaccessibile da due settimane. I civili residenti a Sa’ada e dintorni, compresi circa 35mila sfollati, sono bloccati dai combattimenti e perciò impossibilitati a fuggire in zone più sicure nel paese. Le loro condizioni sono drammatiche, dato che il cibo ed altri generi di prima necessità sono in via di esaurimento, mentre l’acqua è disponibile solo sporadicamente.
L’UNHCR fa inoltre appello alle autorità saudite affinché offrano rifugio ed assistenza a quegli sfollati yementi vulnerabili che, nel tentantivo sfuggire agli eventi bellici in corso nel nord del paese, dovessero cercare rifugio oltre il confine.
Si stima che siano circa 150mila i civili yemeniti coinvolti nei combattimenti a partire dal 2004, inclusi quelli in fuga dall’escalation tuttora in corso.