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UNHCR - The UN Refugee Agency

APPROVATO PRESTITO PER LE OPERAZIONI UMANITARIE IN YEMEN

23 febbraio 2010


APPROVATO PRESTITO PER LE OPERAZIONI UMANITARIE IN YEMEN

Al fine di far fronte alla grave carenza di fondi per le operazioni umanitarie in Yemen, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha approvato un prestito interno di 4 milioni e 700mila dollari per poter continuare ad assistere centinaia di migliaia di sfollati in questo paese fino a metà 2010. Questo passo è l’alternativa alla riduzione o sospensione dei programmi di protezione e assistenza che avrebbe un impatto negativo e irreversibile sulla popolazione civile di sfollati a causa dei sette mesi di conflitto tra il governo e il movimento di Al Houti nello Yemen settentrionale.

La debole risposta dei donatori quest’anno sta minacciando la capacità operativa dell’UNHCR e gli sforzi effettuati per registrare e fornire documenti a circa 250.000 sfollati interni, per monitorare la loro situazione e rispondere ai loro bisogni umanitari – concentrando l’attenzione sui più vulnerabili, come i bambini, le donne e gli anziani.

I fondi sono urgentemente necessari per espandere i campi già esistenti e sovraffollati ad Al Mazrak e per costruirne di nuovi nel nord del Paese, per organizzare e fornire materiali per allestire rifugi, come tende e teli di plastica, e anche per provvedere alle necessità di base distribuendo aiuti come coperte, materassi, kit igienici, ecc.

Finora l’UNHCR ha ricevuto meno del 10% dei fondi necessari. La parte spettante all’UNHCR dell’appello consolidato delle Nazioni Unite per lo Yemen del 2010 ammonta a 39 milioni di dollari.

Nel frattempo i civili yemeniti sfollati nei campi di Al Mazrak, nella provincia di Hajjah, sono fiduciosi, benché cauti, sulla tenuta del primo cessate il fuoco e sono pronti a tornare subito alle loro case. Il sentimento generale è simile nei governatorati di Amran e Sa’ada. Finora i movimenti si sono limitati a singole persone tornate a casa per verificare situazione per conto di tutta la famiglia.

I rapporti frammentari degli sfollati interni confermano gravi difficoltà di movimento in varie parti della provincia di Sa’ada, che è stata colpita dagli scontri. Alcune strade sono ancora bloccate e ci sono aree non evidenziate piene di mine e ordigni inesplosi. Un rapporto che descriveva la morte di uno sfollato a causa dell’esplosione di una mina ha rafforzato i timori sulla sicurezza del ritorno a casa.

Le mine e gli ordigni inesplosi costituiscono un grave rischio per i rifugiati e gli sfollati interni che fanno ritorno a casa in tutto il mondo. L’UNHCR ribadisce la necessità di agire con la massima cautela per evitare ulteriori vittime civili in Yemen. La rimozione delle mine e degli ordigni inesplosi e la ripresa dei servizi di base sono priorità assolute che devono precedere il ritorno in massa degli sfollati. L’UNHCR è pronto a dare la propria assistenza ai ritorni volontari e sicuri.