
9 marzo 2010
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) emetterà oggi un appello per 20 milioni di dollari necessari a soddisfare le necessità di decine di migliaia di rifugiati nella Repubblica del Congo recentementi fuggiti a causa del conflitto etnico nella Provincia dell’Equatore della Repubblica Democratica del Congo.
La richiesta dell’UNHCR fa parte di un più ampio appello lanciato dalle agenzie delle Nazioni Unite, che finora hanno ricevuto solo 17,3 milioni di dollari dei 59 milioni richiesti quest’anno per fronteggiare la crisi. Si auspica che i donatori rispondano generosamente.
La preoccupazione dell’UNHCR riguarda il fatto che, nonostante i suoi sforzi, dopo quattro mesi di esilio ai rifugiati mancano ancora gli aiuti umanitari di base. Finora l’UNHCR è riuscito a soddisfare solo il 30% delle necessità di questa enorme popolazione riguardanti cibo, igiene, alloggio, salute e istruzione primaria.
I 110.000 rifugiati si trovano nella provincia di Likouala, nella Repubblica del Congo. L’82% sono donne e bambini. Sono sparsi in 100 siti su un’area che si estende per 600 km lungo il fiume Oubangui e quasto rende ancor più complicato per le agenzie umanitarie raggiungerli. Il basso livello dei fiumi impedisce il trasporto di carichi pesanti via nave e costringe l’UNHCR a portare le scorte con piccoli battelli o servendosi di voli interni.
I fondi richiesti sono necessari per potenziare la portata delle operazioni di protezione e logistiche. I fondi verranno anche utilizzati per fornire l’istruzione primaria a oltre 20.000 bambini rifugiati, per dare più alloggi, per distribuire ulteriori aiuti, per facilitare l’accesso alle strutture sanitarie e per migliorare i servizi igienici. Anche la fornitura di acqua pulita è estremamente urgente per curare le malattie legate all’inquinamento molto comuni tra la popolazione che continua a bere l’acqua del fiume.
I partner delle Nazioni Unite che si uniscono a questo appello sono il Programma Alimentare Mondiale (WFP/PAM), l’UNICEF, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità WHO/OMS), l’UNESCO, il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), l’Organizzazione per il Cibo e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) e l’UNFPA.
I rifugiati sono fuggiti dalla Provincia dell’Equatore dopo l’inizio dei combattimenti, alla fine di ottobre dello scorso anno, quando i miliziani di Enyele hanno sferrato attacchi mortali contro l’etnia Munzaya per una diatriba sui diritti di pesca e agricoltura nell’area di Dongo. Da allora le tensioni si sono allargate a gran parte della Provincia dell’Equatore, spingendo altri 18.000 rifugiati a lasciare la Repubblica Centrafricana.