
20 giugno 2008
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è molto preoccupato per quanto viene riferito da fonti attendibili secondo cui un numero crescente di richiedenti asilo di nazionalità eritrea viene rimpatriato con la forza dall’Egitto in queste ore nonostante l’UNHCR abbia chiesto di interrompere i rimpatri dei richiedenti asilo finché non abbia avuto accesso ai centri di detenzione per valutare le loro richieste di protezione internazionale.
L’Egitto ha sempre avuto una generosa politica dell’asilo. L’UNHCR chiede alle autorità di interrompere le espulsioni dei richiedenti asilo e di rispettare gli impegni previsti dalla Convenzione relativa allo status dei Rifugiati del 1951 di cui l’Egitto è uno dei Paesi firmatari. Uno dei principi chiave della Convenzione è il divieto di respingimento dei rifugiati o il ritorno forzato nei Paesi di origine di persone che potrebbero essere perseguitate o temere per le loro vite.
L’UNHCR chiede il libero accesso a tutti i richiedenti asilo attualmente detenuti e richiede alle autorità egiziane di fornire urgentemente informazioni sul luogo di detenzione e sullo stato di salute di circa 1400 eritrei e di altre persone di responsabilità dell’UNHCR. I nomi di queste persone ed i loro luoghi di detenzione erano già stati comunicati all’UNHCR dalle autorità.
All’inizio di questa settimana l’Egitto aveva annunciato che avrebbe concesso all’ufficio dell’UNHCR al Cairo l’accesso agli eritrei detenuti al fine di determinare il loro status. Lunedì un team dell’UNHCR ha visitato due centri di detenzione ad Assuan, nell’Egitto meridionale (Shalal e Nasr Al Nouba), per rivedere e approntare i preparativi per la determinazione dello status di rifugiato dei richiedenti asilo. I funzionari hanno incontrato 142 eritrei e 19 etiopi. Secondo quanto era stato riferito precedentemente da fonti attendibili, il numero di richiedenti asilo detenuti nel Governatorato di Assuan era molto più alto. Team dell’UNHCR si sono recati anche in altri luoghi di detenzione in Egitto ma non sono riusciti ad entrare. In alcuni casi è stato loro chiesto uno specifico permesso rilasciato dalle autorità penitenziarie mentre in altre località sono stati informati dalle autorità che lì non vi erano più richiedenti asilo eritrei. Negli ultimi mesi si è registrato un afflusso consistente di cittadini eritrei che sono entrati irregolarmente in Egitto dal Sudan o direttamente dall’Eritrea attraverso il Mar Rosso. A fine febbraio le autorità egiziane hanno sospeso l’accesso dei funzionari dell’UNHCR ai richiedenti asilo detenuti. Da allora l’UNHCR è stato in continuo contatto con le autorità preposte per chiedere l’accesso ai richiedenti asilo detenuti.