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UNHCR - The UN Refugee Agency

PIU’ PAESI METTANO A DISPOSIZIONE POSTI PER IL REINSEDIAMENTO DEI RIFUGIATI

05 luglio 2010


PIU’ PAESI METTANO A DISPOSIZIONE POSTI PER IL REINSEDIAMENTO DEI RIFUGIATI

GINEVRA - L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) stima che nei prossimi 3-5 anni più di 805mila rifugiati avranno bisogno di essere reinsediati in paesi terzi. Per loro non è infatti praticabile il ritorno a casa, né tantomeno l’integrazione nei paesi in cui hanno trovato rifugio.

Per molti rifugiati il reinsediamento in un paese terzo rappresenta l'unica via per assicurarsi una condizione di sicurezza ed una nuova casa in cui poter restare. Sebbene per la maggior parte dei rifugiati nel mondo il rimpatrio volontario rimane la soluzione privilegiata, spesso il perdurare di conflitti o il timore di persecuzioni impedisce loro di ritornare nei paesi di origine. Oltre l'80 per cento dei rifugiati nel mondo vive in paesi in via di sviluppo che non garantiscono loro la necessaria sicurezza né la possibilità di integrarsi.

Sono poche attualmente le nazioni che partecipano ai programmi di reinsediamento dell’UNHCR e che accettano una quota di rifugiati su base annuale. Di conseguenza, il numero di posti disponibili per il reinsediamento non ha tenuto il passo con l’incremento di richieste dell’UNHCR né con le esigenze di reinsediamento. Per quanto riguarda il 2010, le proiezioni pluriennali dell'UNHCR stimavano che sarebbero state 747mila le persone ad avere bisogno di un programma di reinsediamento. Per il 2011, le stesse proiezioni arrivano a 805mila. Al contempo, le quote annuali messe a disposizione dagli stati sono rimaste invariate a 80mila.

"Abbiamo l’obbligo di agire. C'è un crescente divario tra le esigenze di reinsediamento e i posti a disposizione. Mi auguro che sempre più paesi decidano di attuare programmi di reinsediamento o mettere a disposizione più posti", ha dichiarato Antonio Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. "E’ questa al momento la priorità, poiché nuove crisi mettono in fuga sempre più persone ed i vecchi conflitti non accennano a trovare una soluzione. Il numero di rimpatri volontari è il più basso negli ultimi venti anni".

La crescente disparità tra le esigenze di reinsediamento a livello mondiale e le quote offerte da parte degli stati sarà, a partire da questa settimana, l’argomento centrale delle consultazioni annuali tripartite tra governi, il settore non governativo e l'UNHCR. Quest'anno le consultazioni, in corso a Ginevra dal 6 all’8 luglio, sono co-presiedute dalla Svezia e dall'UNHCR. Dan Eliasson, Direttore Generale del Consiglio per l'Immigrazione Svedese e l’Alto Commissario Guterres apriranno la riunione.

"Sono molto amareggiato nei confronti degli stati che in Europa non si stanno assumendo la responsabilità umanitaria del reinsediamento e sono seriamente preoccupato per la situazione di profonda sofferenza dei rifugiati nei campi e nelle città di tutto il mondo", ha detto Dan Eliasson.

Con una quota annuale di reinsediamento di 1.900 posti, la Svezia si trova in cima alla lista di 13 paesi europei (Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia e Regno Unito). Lo scorso anno in Belgio, Germania, Italia e Lussemburgo sono stati attuati programmi di reinsediamento ad hoc.

Nel settembre del 2009 l'UNHCR ha accolto con favore la proposta della Commissione Europea di istituire un programma comune di reinsediamento nell’UE. L'UNHCR incoraggia un maggiore impegno europeo per il reinsediamento dei rifugiati. Attualmente, il 90% dei rifugiati reinsediati ogni anno è accolto dagli Stati Uniti, Canada e Australia. Tutti i paesi europei insieme mettono a disposizione il 6% dei posti per il reinsediamento.

Nel 2009 l'UNHCR ha segnalato oltre 128mila rifugiati bisognosi di reinsediamento. Circa 84mila rifugiati sono stati reinsediati grazie all'assistenza dell'UNHCR. Secondo statistiche dei governi, 19 paesi hanno comunicato l'ammissione di 112.400 rifugiati reinsediati nel corso del 2009, con o senza l'assistenza dell'UNHCR. Gli Stati Uniti ne hanno ricevuti il maggior numero (80mila).