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Presentati i risultati della ricerca dell'Osservatorio Carta di Roma

20 luglio 2010


Presentati i risultati della ricerca dell'Osservatorio Carta di Roma

Sono stati presentati martedì 20 luglio a Roma, nella sede dell’Associazione Stampa estera, i risultati della ricerca condotta nell’ultimo semestre dall’Osservatorio Carta di Roma, la struttura scientifica nata su impulso della Fnsi e dell’Ordine dei giornalisti, in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), per monitorare l’informazione italiana in materia di immigrazione e di asilo. Della rete fanno parte al momento studiosi delle Università di Roma (Sapienza e Lumsa), Torino, Bergamo, Verona, Firenze, Palermo, Bologna.

Assieme a un’analisi di tipo più “quantitativo” sulle tendenze generali del giornalismo italiano (che l’Osservatorio ha iniziato a studiare dall’anno scorso), particolare attenzione è stata riservata al “caso Rosarno”, la vicenda esplosa in Calabria nei primi giorni di quest’anno. La copertura informativa ha evidenziato alcune linee di fondo:

-    Sembra essere in atto una normalizzazione nell’approccio al tema. È meno frequente che in passato il richiamo all’“emergenza sicurezza”, all’“allarme sbarchi”, l’accostamento tra immigrazione e criminalità. Non necessariamente questo calo dell’attenzione in termini numerici deve far supporre che nel giornalismo italiano sia finalmente passata una logica meno emergenziale e più slegata dai fatti di cronaca nera. È ipotizzabile, piuttosto, che il ridotto allarmismo sia conseguenza di una diminuita insistenza sul tema da parte dei soggetti politici, ai quali l’“agenda” giornalistica si manifesterebbe ancora una volta subalterna.

-    La situazione italiana si omologa dunque a uno scenario di tipo europeo (dove la connotazione non si abbina necessariamente ad un giudizio positivo): una situazione “ordinaria”, tranquilla e, nei fatti, “silenziosa”, interrotta da “fiammate” di rivolta (come nella vicenda delle periferie francesi) che paiono maggiormente “notiziabili”.

-    Il nostro giornalismo si conferma scarsamente propenso a sottoporre a verifica le dichiarazioni dei soggetti intervistati, in particolar modo delle fonti istituzionali: rara, ad esempio, la ricerca di un riscontro alle affermazioni governative in merito ai numeri e alle percentuali di “clandestini” presenti a Rosarno, rispetto a quanti in possesso di un regolare permesso di soggiorno, inclusi i rifugiati, come pure al loro reale status rispetto alle dichiarazioni che a volte vengono lanciate dalla politica.

-    L’informazione continua a vivere in una sorta di eterno presente, nel quale la notizia compare all’improvviso, come fosse sempre la prima volta, viene rapidamente consumata ed altrettanto rapidamente scompare, senza che ne vengano seguiti gli sviluppi quando non occupano più la prima pagina.

-    Il linguaggio mostra un’evoluzione ambivalente. Si fa minore ricorso (forse anche per le sollecitazioni che al giornalismo italiano sono state rivolte recentemente in questo senso) a un uso indiscriminato del termine “clandestino”. Ma, al contempo, c’è stato l'utilizzo, sia pure circoscritto a una testata ed assai discusso, del termine “negro” all’insegna di una polemica contro il “politicamente corretto”.

-    In questo panorama non mancano comunque le buone notizie, le pratiche che indicano una maggiore consapevolezza delle responsabilità del giornalismo. In particolare la vicenda Rosarno mette in evidenza una non trascurabile propensione all’approfondimento delle cause: al di là della nuda cronaca degli eventi, numerose testate hanno scelto di caratterizzarsi e differenziarsi nell’indagine sui motivi che hanno portato alla rivolta. Si tratta di segnali di una diversa attenzione e di sguardi che cercano di non essere riduttivi rispetto a un fenomeno complesso e a volte, come altri fenomeni sociali, contraddittorio. Segnali che però andrebbero ulteriormente sostenuti e stimolati attraverso iniziative di sensibilizzazione e di formazione nello spirito della Carta di Roma.


scarica i risultati della ricerca: il Tempo delle Rivolte