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UNHCR - The UN Refugee Agency

AL VIA IL PROGETTO DI COSTRUZIONE DI NUOVI RIPARI PER GLI SFOLLATI DEL KYRGYZSTAN

24 agosto 2010


AL VIA IL PROGETTO DI COSTRUZIONE DI NUOVI RIPARI PER GLI SFOLLATI DEL KYRGYZSTAN

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e i suoi partner stanno lottando contro il tempo per costruire nel Kyrgyzstan meridionale ulteriori ripari per le famiglie di sfollati le cui abitazioni sono state distrutte dalla violenza, dagli incendi e dai saccheggi dello scorso giugno. Con l’avvicinarsi dell’inverno fra pochi mesi si stima che siano circa 75mila gli sfollati senza un riparo.
 
Alcuni di loro stanno trovando alloggio nelle tende dell’UNHCR che l’agenzia ha consegnato come parte della sua risposta umanitaria alla crisi dei movimenti forzati di popolazione. Altri sono ospitati dalle famiglie, da amici o vicini.
 
La situazione nel Kyrgyzstan meridionale resta ancora tesa. L’UNHCR, come agenzia principale incaricata della protezione e del monitoraggio dell’accesso della popolazione sfollata ai diritti fondamentali e ai servizi, ha lavorato in collaborazione con le autorità per una pronta registrazione e per la restituzione dei documenti personali d’identità persi o andati distrutti. Senza questi documenti la popolazione si trova ad affrontare grandi difficoltà nell’accedere ai servizi e nell’esercitare i propri diritti sociali, economici e politici. L’UNCHR ha dato il suo supporto al governo del Kyrgyzstan per l’organizzazione di team mobili per visitare le aree più colpite e restituire i documenti d’identità. I partner locali dell’UNHCR danno inoltre consulenza e informazioni pratiche alle comunità di sfollati e forniscono servizi di consulenza personali sulle questioni legati alla documentazione.
 
Il monitoraggio sistematico e gli interventi dei partner dell’UNHCR sono iniziati pochi giorni dopo le prime esplosioni di violenza. Sono stati organizzati call-center gratuiti per la consulenza e servizi di informazione per permettere alle comunità colpite di riferire le loro esperienze e di ottenere consulenza su come poter esercitare i propri diritti e dove poter accedere ai servizi.
 
Benché sia prevista la realizzazione di alloggi definitivi per gli sfollati attraverso il programma governativo di ricostruzione, l’UNHCR ha sviluppato un piano per fornire alloggi temporanei e aiutare le persone le cui case sono andate completamente distrutte. A circa 900 famiglie tra le più vulnerabili ad Osh e ad altre 450 a Jalalabad saranno forniti, prima dell’arrivo dell’inverno, alloggi temporanei riscaldati, sui terreni dove una volta sorgevano le loro case. Inoltre si prevede di distribuire ulteriori aiuti umanitari per continuare a sostenere gli sfollati che vivono presso altre famiglie per sopravvivere all’inverno.
 
L’effettiva attuazione di tale impegno, ossia fornire alloggi a chi si trova senza un riparo, organizzata in collaborazione con le autorità del Kyrgyzstan, è cominciata all’inizio di questa settimana. Vasti ammassi di macerie sono stati spostati dalle zone in cui sorgevano le case e gli edifici distrutti, e questo è un primo passo verso la ricostruzione. È in atto il reperimento di materiali edili e in settimana arriveranno le prime tonnellate di ghiaia, sabbia, acciaio, chiodi e cemento.
 
Finora le autorità hanno acconsentito alla rimozione delle macerie e alla costruzione di tre quarti delle stimate 2mila case completamente distrutte. L’ultimo quarto si trova principalmente nella città di Osh. L’UNHCR è lieta dell’impegno del governo di non forzare il trasferimento delle comunità sfollate e di rispettare la proprietà privata. Il governo deve ancora pubblicare i suoi piani di ricostruzione riguardanti le aree del Kyrgyzstan meridionale colpite dalla violenza e dalla distruzione dello scorso giugno.
 
La parte destinata all’UNHCR dell’urgente appello lanciato dall’ONU, per il periodo da giugno a dicembre di quest’anno, ammonta a 26 milioni di dollari. Questa somma è nettamente al di sotto delle reali necessità. Nel frattempo i costi dei materiali  per la ricostruzione sono cresciuti enormemente, in alcuni casi fino al 50%, come ad esempio la legna per la costruzione delle fondamenta e le travi per i tetti. C’è urgente necessità di ulteriori fondi per soddisfare le necessità primarie ed evitare ulteriori e futuri movimenti forzati della popolazione.