
07 settembre 2010
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime forte preoccupazione per il deteriorarsi della situazione nella capitale somala, Mogadiscio. I suoi partner riferiscono che nelle ultime due settimane i combattimenti tra il governo di transizione e al-Shabaab è costato la vita ad oltre 230 civili, almeno 400 feriti e circa 23mila sfollati. Quest’anno si stima che siano più di 200mila i civili fuggiti dalle loro case.
Coloro che sono riusciti a raggiungere la Somalia settentrionale e i paesi confinanti arrivano soprattutto a piedi, con piccoli autobus e viaggiano senza avere un riparo. Queste persone hanno riferito allo staff dell’UNHCR che le strade di Mogadiscio sono completamente deserte e che la gente è troppo spaventata per lasciare le proprie abitazioni. In condizioni così pericolose e difficili, la distribuzione di aiuti sta diventando sempre più sporadica e chi si avventura all’esterno lo fa a rischio della propria vita.
A rendere le cose ancor peggiori c’è il fatto che la stessa fuga dalla città di Mogadiscio è diventata più rischiosa nonché difficile. La gente dà via i suoi ultimi averi pur di comprare un posto su un autobus che la porti fuori città. Non appena riesce a uscire da Mogadiscio deve affrontare nuovi rischi e difficoltà sulla strada verso il Puntland, a nord, o verso l’Etiopia e il Kenia, verso ovest e verso sud.
Durante quest’anno 7.300 persone hanno raggiunto lo Yemen via mare, il numero di arrivi di somali è dimezzato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I rifugiati dicono di aver dovuto attraversare molti posti di blocco presidiati da gruppi armati in Somalia prima di riuscire a raggiungere le città e i villaggi sulla parte somala del Golfo di Aden dove si sono imbarcati sulle barche degli scafisti.
Intanto quest’anno circa 37mila rifugiati somali sono arrivati in Kenia. Tale cifra è un terzo in meno degli arrivi rispetto ai primi 8 mesi del 2009. Ad ogni modo nel mese di agosto l’UNHCR ha registrato 6.500 nuovi rifugiati somali, il numero più alto dal giugno dello scorso anno. Coloro che sono riusciti a raggiungere il confine con il Kenia e ad essere registrati nel campo per rifugiati di Dadaab hanno riferito che ci sono molte persone alloggiate in campi provvisori per sfollati in Somalia poiché temono il reclutamento forzato e abusi da parte delle milizie che operano nel sud del paese. Inoltre non ci sono mezzi di trasporto e quando invece presenti, sono in molti a non potersi permettere il viaggio fino al confine. Inoltre in molte aree le pesanti precipitazioni hanno reso le strade impraticabili.
L’Etiopia è l’unico paese della regione che mostra un continuo aumento degli arrivi di rifugiati somali. Quest’anno oltre 20mila somali vi hanno cercato sicurezza e riparo, portando il totale della popolazione di rifugiati somali a quasi 76mila unità. In questo paese confinante, la maggior parte di loro hanno legami familiari o di clan.
Nel complesso quasi 68mila somali sono fuggiti quest’anno in vari paesi della regione. Dopo l’Afghanistan e l’Iraq, la Somalia è il paese che genera il maggior numero di rifugiati nel mondo. Alla fine di agosto c’erano oltre 614mila rifugiati somali e oltre un milione e 400mila sfollati interni. Il crollo del potere statale, la spirale di violenza e anarchia, il tutto aggravato dall’estrema povertà, ha causato una delle più gravi crisi umanitarie del mondo e un’inaccettabile stato di sofferenza della popolazione civile.