Progetto Praesidium

Dal 1° marzo 2006 l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite (UNHCR) prende parte ad un progetto, denominato Praesidium, finalizzato al potenziamento dell’accoglienza rispetto ai flussi migratori via mare che interessano la frontiera sud dell’Italia. Il progetto è stato avviato dal Ministero dell’Interno, in partenariato con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), la Croce Rossa Italiana (CRI) e, dal 2008, con Save the Children Italia. Dopo essere stato inizialmente co-finanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’Interno dal 2009 fino al 2013, quest’ultimo ha deciso di assicurarne la continuazione con fondi propri.  Solo nel corso dei primi sei mesi del 2012 il progetto è stato co-finanziato nell’ambito dei programmi Europei.
Il progetto Praesidium mira al rafforzamento delle capacità di accoglienza e dei servizi per coloro che arrivano a Lampedusa e in altre località del sud Italia, nel contesto dei cosiddetti flussi migratori misti. Il modello cui si ispira e’ quello di intervento multi-agenzia, in base al quale e in ragione dei differenti mandati, le quattro Organizzazioni partner assistono varie categorie di beneficiari, portatori di diritti e bisogni diversi. Queste comprendono: i migranti volontari, i richiedenti asilo, i minori stranieri, le vittime della tratta, e coloro i quali si trovavano in una condizione di particolare vulnerabilità a causa del loro stato di salute, ovvero delle violenze e dei traumi subiti nei Paesi di origine o di transito durante il viaggio verso l’Italia.
Le Organizzazioni, nell’ambito dei rispettivi mandati, collaborano strettamente con le principali Istituzioni responsabili dei vari aspetti del sistema di accoglienza e con una serie di altri attori coinvolti nella gestione dei flussi migratori.
La prima edizione del progetto prevedeva un “presidio” a Lampedusa. Al fine di corrispondere sempre più efficacemente al mutevole andamento dei flussi migratori diretti verso le coste dell’Italia meridionale, dalla seconda annualità è stato ampliato il contesto  territoriale di intervento fino ad interessare Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, Marche e Campania. Il modello operativo multi-agenzia si è rivelato uno strumento idoneo ed efficace anche in risposta all’emergenza umanitaria conseguente all’eccezionale afflusso di migranti provenienti dai Paesi del Nord Africa nel corso del 2011. Le Organizzazioni continuano ad essere presenti con propri team in Sicilia, Puglia e Calabria e, tramite missioni ad hoc, in corrispondenza dei Centri governativi per migranti su tutto il territorio nazionale.
L’intervento dell’UNHCR all’interno del Progetto Praesidium riflette l’obiettivo dell’Agenzia di offrire protezione ai rifugiati nel contesto più ampio di flussi migratori. Le attività svolte in questo ambito si inseriscono in un Piano di Azione in 10 punti, elaborato nel 2000 dall’UNHCR, in cui si raccomandano interventi congiunti da parte di tutti gli attori coinvolti nella gestione del fenomeno dei flussi misti. Nel contesto del Progetto Praesidium, le attività dell’UNHCR sono state rivolte a migliorare il sistema di accoglienza e a garantire l’accesso alla procedura d’asilo a coloro che giungono in Italia via mare, in cerca di protezione da persecuzioni, da altre gravi violazioni dei diritti umani o da conflitti armati.
L’UNHCR, nelle zone degli sbarchi, nei Centri di accoglienza per immigrati e nelle comunità per minori non accompagnati, ha fornito informazioni e orientamento legale (soprattutto per l’identificazione dei richiedenti asilo) ha monitorato il buon funzionamento del sistema di accoglienza e ha altresì contribuito all’individuazione di persone vulnerabili. Nelle ultime edizioni l’UNHCR ha inteso rafforzare ulteriormente la sostenibilità delle attività e delle buone prassi sviluppate dal progetto.
Lampedusa e la Sicilia sono i punti chiave di ingresso in Italia per i potenziali richiedenti asilo. Complessivamente, nel 2012 sono arrivate in Italia via mare circa 13.300 persone, un calo dell’80% circa rispetto all’anno precedente.

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