Integrazione

Accolti con generosità

Milioni di rifugiati in tutto il mondo vivono anno dopo anno con la piccola speranza di tornare un giorno a casa. Alcuni non possono farvi ritorno perché i loro Paesi sono coinvolti in guerre senza fine o perché temono che al loro ritorno potrebbero essere vittime di persecuzioni . Nei casi in cui il rimpatrio volontario non costituisce un’opzione percorribile, stabilirsi nel paese d’asilo e integrarsi nella comunità locale potrebbe rappresentare la soluzione durevole alla loro difficile condizione e l’opportunità per cominciare una nuova vita.

L’integrazione locale è un processo complesso e graduale che comprende dimensioni distinte ma correlate: economica, legale, sociale e culturale. Essa, inoltre, richiede notevole impegno sia all’individuo sia alla società che lo accoglie. In molti casi, l’acquisizione della nazionalità del paese d’asilo costituisce solo il culmine di questo processo.

Nei casi in cui i rifugiati acquisiscono la cittadinanza per naturalizzazione, i dati statistici sono spesso limitati, dal momento che i Paesi potrebbero non distinguere tra la naturalizzazione dei rifugiati e quella di altri cittadini di Paesi terzi. Esistono pertanto molte lacune e sfide nella misurazione dell’integrazione a livello locale a partire dal numero di rifugiati naturalizzati e, quindi, i numeri riportati in un determinato periodo non sono un vero parametro dell’integrazione locale.

Nel corso del 2017, 28 paesi hanno segnalato almeno un rifugiato naturalizzato. Il numero totale di rifugiati naturalizzati si è attestato a 73.400, un aumento considerevole rispetto ai 23.000 registrati nel 2016 e ai 32.000 nel 2015. La ragione principale di questo aumento è stata la naturalizzazione di 50.000 rifugiati siriani in Turchia nel 2017 rispetto a nessuno riportato in precedenza. Il Canada ha continuato un declino nel numero di naturalizzazioni, con 10.500 nel 2017 rispetto a 16.300 nel 2016 e 25.900 nel 2015. Altri paesi che hanno segnalato un numero elevato di rifugiati naturalizzati sono i Paesi Bassi (6.600), la Francia (3.800) e il Belgio (1.900). (Global Trends 2017)

In Italia, l’integrazione costituisce una delle pricipali criticità del sistema d’asilo. L’UNHCR lavora con attori governativi e non-governativi per migliorare le opportunità di inclusione dei rifugiati nel tessuto socio-economico delle comunità ospitanti e, nel contempo, combattere la xenofobia. A tal fine, implementa progetti di sensibilizzazione ed integrazione in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, il Ministero del Lavoro e altri partner.

Tra questi, il sito interattivo Viaggi da Imparare destinato a docenti e studenti per promuovere nella scuola i temi dell’accoglienza, dell’integrazione e della solidarietà internazionale.

Il progetto Welcome. Working for refugee integration che intende riconoscere questo logo alle aziende che maggiormente si distinguono nel favorire l’inserimento professionale dei rifugiati.