20 milioni di dollari per contenere gli effetti del COVID-19 nel Sahel

Pubblicato il 24 luglio 2020 alle 11:09

Banca africana di sviluppo, UNHCR e G5 Sahel si impegnano a sostenere gli sforzi volti ad attenuare l’impatto del coronavirus sui rifugiati e sulle comunità di accoglienza.

La salute pubblica e il benessere di rifugiati e comunità di accoglienza nel Sahel sono al centro del più recente accordo tripartito tra Banca africana di sviluppo (AfDB), UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e Paesi del G5 Sahel siglato ieri a Ginevra, Abidjan e Nouakchott. L’accordo permette di implementare una risposta da 20 milioni di dollari di cruciale importanza per contenere gli effetti del COVID-19 nei cinque Paesi della regione del Sahel.

Finanziato dal Fondo africano di sviluppo, il progetto consentirà ai governi di Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger – che costituiscono il quadro regionale di cooperazione e coordinamento del G5 Sahel – di rafforzarne le risposte nazionali volte a prevenire la diffusione del COVID-19 e a limitarne l’impatto socioeconomico in una regione in cui la pandemia sta provocando un’emergenza senza precedenti che si somma alle molteplici crisi esistenti. La risposta darà priorità alle attività nelle aree maggiormente colpite da conflitti e violenze, con elevata concentrazione di persone costrette alla fuga e presenza limitata di istituzioni governative.

Nel Sahel sono presenti 3,1 milioni di rifugiati, sfollati interni, persone che hanno fatto ritorno e altre a rischio di apolidia. Ad oggi, nella regione si sono registrati 11.000 casi di COVID-19 e 468 decessi ad esso associati nei cinque Paesi. Se, da un lato, le misure emergenziali volte ad arrestare la diffusione della malattia stanno venendo gradualmente e prudentemente revocate viste le riuscite capacità di contenimento, dall’altro, resta essenziale rafforzare la risposta sanitaria a favore delle comunità più vulnerabili.

“Sulle persone fuggite da guerre e violenze nel Sahel, e sui Paesi che accolgono questi rifugiati, la pandemia da COVID-19 sta avendo un impatto devastante”, ha dichiarato Kelly Clements, Vice Alto Commissario ONU per i Rifugiati, che ha firmato l’accordo per conto dell’Agenzia. “Questo contributo non completa soltanto gli sforzi globali volti ad assicurare sostegno finanziario e politico alla risposta umanitaria nella regione, rappresenta anche una forte dimostrazione di solidarietà nei confronti delle comunità che accolgono persone costrette a fuggire”, ha aggiunto.

Il progetto, inoltre, mira a rafforzare i sistemi alimentare e di nutrizione, in una regione in cui, secondo le stime delle Nazioni Unite, 5,5 milioni di persone sono a rischio di insicurezza alimentare.

“Questa operazione rafforzerà le capacità dei Paesi del G5 Sahel permettendo loro di sostenere gli sforzi umanitari e lo sviluppo della regione e completare gli interventi intrapresi mediante l’Iniziativa dell’Alleanza Sahel (Sahel Alliance Initiative), nonché di supportare i più vulnerabili”, ha dichiarato Khaled Sherif, Vice Presidente della Banca per lo sviluppo, l’integrazione e gli affari regionali.

“Tramite questo progetto la Banca contribuirà ad attenuare gli effetti socioeconomici dell’impatto della crisi innescata dalla diffusione del COVID-19 nei Paesi del G5 Sahel, dove le comunità sono già vulnerabili e colpite da conflitti e assenza di sicurezza”.

In campo sanitario, il progetto supporterà la realizzazione di campagne di sensibilizzazione relative agli effetti del COVID-19, rafforzerà le infrastrutture, la sorveglianza epidemiologica e le attività di gestione dei casi. Inoltre, permetterà l’approvvigionamento di forniture e attrezzature mediche essenziali per la prevenzione, il controllo e le cure dei pazienti affetti da COVID-19.

“Il Sahel necessita, come mai prima, di un’attenzione maggiore e coordinata da parte degli Stati della regione e della comunità internazionale per arrestare la spirale di violenze e creare così un ambiente che favorisca uno sviluppo socioeconomico inclusivo e sostenibile”, ha dichiarato Mohamed Ould Cheikh Ghazouani, attuale presidente del G5 Sahel.

Il progetto ricade nel quadro del meccanismo di risposta al COVID-19 della Banca africana di sviluppo che prevede l’erogazione di fino a 10 miliardi di dollari, principale canale previsto dall’istituzione per assistere i Paesi africani nell’attenuare gli impatti economico e sanitario derivanti dalla crisi. La partecipazione dell’UNHCR al progetto sarà in linea coi principi umanitari di neutralità, imparzialità e indipendenza.

Partenariati di questo tipo sono incoraggiati dal Global Compact sui Rifugiati, costituendo essi un quadro per una condivisione di responsabilità più strutturata ed equa. Questo progetto congiunto costituisce un esempio di come il Global Compact possa essere applicato, e funge da modello per altri enti finanziari e dello sviluppo decisi a esplorare e impegnarsi nella risposta alle enormi esigenze generate dagli esodi forzati durante la pandemia.

 

Per maggiori informazioni:

UNHCR:

 

Banca africana di sviluppo: